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Google Amp sarà uno standard per mettere il turbo ai siti

Qualche anno fa Google introdusse una tecnologia per l'accelerazione delle pagine Web chiamata Amp (Accelerated Mobile Pages), che consentiva di caricare molto più velocemente le pagine in questione quando si naviga da mobile. Una bella comodità che fa risparmiare tempo e banda, ma che fino ad oggi è stata relegata soltanto ad alcuni siti tra cui Google, Twitter, Bing e il social cinese Baidu. Ora però le cose potrebbero cambiare: da Mountain View infatti hanno lanciato una campagna per trasformare Amp in un vero e proprio standard.

In un prossimo futuro dunque qualsiasi sito il cui codice rispetti certi parametri potrebbe essere caricato molto velocemente da smartphone o tablet. Secondo David Besbris, VP of search engineering di Google, del resto diventare uno standard è sempre stata l'ambizione di Amp.

guida google amp wordpress

"Onestamente questo è un progetto molto altruista dal nostro punto di vista", ha infatti commentato su The Verge. "Non abbiamo creato Amp per controllare tutto come pensa la gente. Al contrario", ha aggiunto riferendosi alle scelte fatte da Apple e Facebook con News e Instant Articles, sistemi di pubblicazione chiusi e proprietari, pensati sì per migliorare la fruizione del Web, ma solo attraverso la propria piattaforma.

"‎La tendenza nel settore in quel momento era di adottare la soluzione più ‎‎semplice‎‎ per risolvere il problema, garantendo un'esperienza d'uso ma non senza ricadute per i Web", ha spiegato Besbris. Google invece pensò ad Amp, un framework pensato per rendere l'esperienza d'uso del Web altrettanto valida di quella offerta da Apple e facebook, ma non altrettanto chiusa. L'iniziativa non ha però incontrato il favore o l'interesse dei siti e degli sviluppatori per mille motivi, che potrebbero però essere tutti superati con la sua trasformazione in uno standard.

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Al momento comunque non c'è ancora un nome per lo standard e nemmeno una finestra temporale di riferimento per lasua disponibilità. Google dovrà infatti passare attraverso il vaglio di diversi enti, non soltanto del World Wide Web, un'operazione che può richiedere anche anni.