CPU

Google assume un ex veterano Intel per potenziare i suoi data center

Le grandi aziende come Google costruiscono i propri server da molti anni nel tentativo di ottenere macchine che soddisfino le loro esigenze nel miglior modo possibile. La maggior parte di questi sistemi utilizza processori Intel Xeon, ma dispongono di componenti hardware aggiuntivi per accelerare determinati carichi di lavoro. Per Google, questo approccio non è più sufficiente. Questa settimana la società ha annunciato di aver assunto il veterano di Intel Uri Frank per guidare una divisione che svilupperà un System On Chip (SoC) personalizzato per i data center dell’azienda.

SoC Google

Google non è un certo nuovo quando si parla di sviluppo hardware. La compagnia ha introdotto la propria Tensor Processing Unit (TPU) nel 2015 e oggi fornisce vari servizi, tra cui la ricerca vocale in tempo reale, il riconoscimento di oggetti fotografici e la traduzione linguistica interattiva. Nel 2018, la società ha presentato le sue Video Processing Unit (VPU) per ampliare il numero di formati in cui può distribuire video. Nel 2019 è stato lanciato OpenTitan, il primo progetto open source silicon root-of-trust. Ora Google installa hardware proprio e di terze parti sulle schede madri accanto a un processore Intel Xeon. In futuro, la società desidera includere il maggior numero di funzionalità possibile nei SoC per migliorare le prestazioni, ridurre le latenze e il consumo energetico delle proprie macchine.

Questi System-on-Chip (SoC) e System in Package (SiP) altamente integrati per i data center saranno progettati in un nuovo centro di sviluppo in Israele, che sarà guidato da Uri Frank, vicepresidente del reparto di ingegneria per il design di chip server presso Google, persona che porta all’azienda 24 anni di esperienza nella realizzazione di CPU custom. Il gigante del cloud prevede di reclutare diverse centinaia di ingegneri SoC di livello mondiale per progettare i suoi SoC e SiP, quindi questi prodotti non entreranno nei server di Google nel 2022, ma probabilmente raggiungeranno i data center entro la metà del decennio. L’azienda è ansiosa di sviluppare elementi costitutivi dei suoi SoC e SiP, ma non avrà nulla contro l’acquisto di tali componenti da terze parti, se necessario.

Intel Xeon mobile

Il maggiore interesse di Google relativo ai SoC per data center segue quello che stanno facendo i suoi rivali Amazon Web Services e Microsoft Azure. AWS offre già istanze eseguite sui propri processori Graviton basati su ARM, mentre Microsoft sta sviluppando un chip personalizzato per data center.

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