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Google ci libera dai captcha, eureka!

Se succede anche a voi di digitare più e più volte le stringhe di caratteri e numeri dei captcha, fino a odiarli, sappiate che da oggi avrete un problema in meno. Google infatti ha messo a punto No CAPTCHA reCAPTCHA, un sistema alternativo per dimostrare ai siti web che non siete dei bot ma degli esseri umani nel pieno delle loro facoltà.

Ricordiamo infatti che i captcha sono dei box che sono stati inventati per proteggere le pagine web dai bot. Il problema è che i caratteri distorti non sono solo più difficili da decifrare per gli algoritmi software, ma spesso mettono in panne anche gli utenti in carne e ossa. Non solo: stando a ricerche recenti sembra persino che i sistemi avanzati riescano a decifrarli meglio di tanti esseri umani, con una precisione del 99,8 percento.

 

No CAPTCHA reCAPTCHA

No CAPTCHA reCAPTCHA

Che fare allora? Cambiare sistema di difesa, e invece degli odiosi captcha passare a qualcosa di meno sfrustrante per gli utenti veri e più complesso per quelli fasulli. No CAPTCHA reCAPTCHA è stato messo a punto da reCAPTCHA, un progetto sviluppato dai ricercatori della Carnegie Mellon University e acquistato da Google nel 2009.

In buona sostanza analizza l'interazione dell'utente con il box di dialogo, cliccando sulla voce "non sono un robot". La prima volta dovrete introdurre nome, cognome e indirizzo mail, quelle successive vi basterà confermare di non essere un robot. Le informazioni, incrociate con l'indirizzo IP e i cookie, permettono al sistema di capire se dall'altra parte della Rete c'è un essere umano e di riconoscerlo. Il sistema non è infallibile, e in caso di dubbio di riproporrà il vecchio odiato captcha, per la vostra gioia.