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Hard disk, dal 2010 l’industria è in calo. Gli SSD (e non solo) le principali insidie

I numeri sul mercato hard disk nell'arco di circa 40 anni. Dal 2010 le consegne hanno subito una forte battuta d'arresto. Colpa degli SSD, ma non solo.

Il sito Storagenewsletter ha provato a fare il punto sul numero di hard disk consegnati nel corso di oltre 40 anni, dal 1976 al 2018, con stime che vanno dall’anno in corso fino al 2022. Le fonti usate per stilare il grafico sono Disk/Trend dal 1976 al 2001 e Trendfocus dal 2002 al 2022, con l’eccezione di IDC per il 2009. Probabilmente i dati non sono precisissimi, ma danno un’idea sull’andamento del settore e rivelano qualche numero interessante.

Per esempio, sapevate che dal 1976 a oggi sono stati consegnati poco più di 9 miliardi di hard disk? Noi no. Il grafico mette in luce inoltre come il settore sia cresciuto costantemente sino al 2010, con l’eccezione di un piccolo calo nel 2001 a causa del rallentamento dell’economia mondiale (era l’anno dell’11 settembre…). Dal 2010 in poi c’è stato un costante calo delle consegne, con l’eccezione del 2014.

Immagine: depositphotos

Questi dati, insiemi alle previsioni dal 2019 al 2022, evidenziano la competizione sempre più forte da parte degli SSD (tanto che i produttori di HDD realizzano oggi anche SSD), che stanno scendendo di prezzo e raggiungendo capacità che per molti consumatori sono più che accettabili. D’altronde anche l’uso del computer sta cambiando, con l’esigenza sempre meno marcata di salvare qualsiasi file in locale, per affidarsi ai servizi in cloud che consentono l’accesso anche smartphone.

Laddove in termini di unità vendute si continuerà a scendere (con un calo più marcato per i 2,5 pollici, i più usati nei portatili e quindi i primi insidiati dagli SSD), la capacità complessiva consegnata continuerà ad aumentare, così come la capacità media per disco, e crescerà leggermente anche il fatturato globale secondo TrendFocus. Tutto questo ovviamente si deve agli hard disk sempre più capienti destinati ai datacenter.

Siamo vicini alla fine degli hard disk? Il trend sembra parlare chiaro, ma in arrivo vi sono interessanti novità per il settore, come ad esempio nuove tecnologie di registrazione che permetteranno di aumentare ancora di più il numero di dati che si potranno salvare sui piatti magnetici. Stiamo parlando di tecnologia HAMR (heat-assisted magnetic recording) e MAMR (Microwave Assisted Magnetic Recording).

Seagate vuole portare sul mercato hard disk da ben 100 terabyte entro il 2025 e sta anche lavorando sulla tecnologia Multi-Actuator, meglio nota come MACH.2, che sarà usata insieme ad HAMR: l’obiettivo è garantire il doppio delle prestazioni di un hard disk tradizionale. Insomma, gli hard disk vivono e lottano insieme a noi. Prima di suonarne il de profundis dovranno passare ancora molti anni, ma ormai è chiaro che diventeranno sempre più un prodotto di nicchia.