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Insomma, i minuti di conversazione ritornano ad essere l’unico elemento di spesa, e non il traffico dati. Inoltre, volendo, l’utente può scegliere il pacchetto a-la-carte: 40 dollari al mese per 500 minuti e ogni servizio opzionale a pagamento.

La strada del pacchetto dati era già stata intrapresa da Virgin Mobile, che recentemente è stata acquisita per 1,7 miliardi di dollari dal provider broadband britannico NTL. Il tratto comune è che sia Helio che Virgin sono MVNO (mobile virtual network operator): non possiedono direttamente infrastrutture wireless, ma si affidano ad altri carrier. Helio ha le spalle coperte da Sprint Nextel, la stessa che cavalca già l’onda giovane con il provider mobile Boost Mobile.

Dayton ha pensato anche ad una distribuzione capillare dei suoi nuovi prodotti. Invece che giocare la carta degli outlet, ha siglato accordi con le grandi catene come Tower Records, F.Y.E, Sam Goody, Coconuts e ben 100 librerie dei college. L’obiettivo è quello di ritagliarsi una nicchia di mercato, solida e fedele. “Secondo la mia esperienza dovremmo raggiungere entro il 2009 i 3 milioni di abbonati”, ha confermato Dayton. E come mettere in discussione il fiuto del fondatore di Earthlink e Boingo Wireless, il network di hotspot Wi-Fi?

Gli analisti sono convinti che il prezzo degli abbonamenti sia piuttosto alto, ma non escludono che i telefonino-dipendenti, che generano un alto traffico dati, possano trovare l’offerta concorrenziale. “Puntano al top del mercato wireless: l’avanguardia di giovani adulti che generano molto traffico dati”, ha dichiarato Scott Ellison, vice-presidente dell’area wireless mobile di IDC. “Non escludo che i grandi carrier possano in futuro lasciarsi convincere ad intraprendere questa strada, magari acquisendo la stessa Helio. I prezzi delle tariffe voce continuano a scendere, il segmento dati è una risorsa ancora tutta da esplorare”.