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I millennial riscoprono il cartaceo e snobbano il digitale

I millennial preferiscono il cartaceo al digitale, almeno per quanto riguarda le riviste. A sostenerlo è una recente ricerca effettuata da Chris Roberts dell'Università dell'Alabama assieme alla giornalista Elizabeth Bonner e pubblicata dal Journal Of Magazine & New Media Research.

Dai dati sembrerebbe infatti che la generazione di utenti nati tra il 1980 ed il 2000, nota anche come Generazione Y, trovi le riviste cartacee più affidabili e in generale voglia svincolarsi dallo smartphone e dal mondo digitale, giudicato troppo saturo di informazioni poco verificabili.

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Dando uno sguardo ai numeri scopriamo così che il 73% dei millennial statunitensi tra i 18 e i 25 anni legge almeno una rivista al mese, ma di questi appena il 4% ne consulta la versione digitale, solo il 27% ne segue l'attività attraverso i social e addirittura appena il 23% legge i loro siti. Di contro ben il 43% ha dichiarato di preferire la versione cartacea, soprattutto grazie a una maggior gratificazione offerta dall'esperienza d'uso più familiare e soprattutto a una maggior qualità percepita degli articoli.

Da quanto affermato dai ragazzi che hanno partecipato allo studio dunque la sensazione diffusa è che i formati cartacei, grazie probabilmente anche a una struttura editoriale più rigida e con maggior tempo a disposizione, offra contenuti forse meno istantanei per copertura ma sicuramente più affidabili e maggiormente basati sul filtro del fact checking e della verifica delle fonti.

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Comparando i propri risultati a simili ricerche effettuate sulle generazioni precedenti i due autori hanno insomma scoperto che i millennial sono in forte controtendenza rispetto a chi ha immaginato la categoria dei cosiddetti "nativi digitali", non a caso fortemente criticata negli ultimi anni. I giovani statunitensi infatti amerebbero il cartaceo molto di più di quanto lo preferissero quelli della Generazione X nel 1991 o chi aveva tra i 18 e i 25 anni nel 2001.

Dalla ricerca emerge però che i giovani statunitensi sono consapevoli del progressivo spostamento dell'informazione dai canali tradizionali a quelli digitali, di cui comunque apprezzano aspetti come l'accessibilità, l'interattività, e l'inclusione di elementi multimediali ma preferirebbero mantenere entrambi i formati, giudicati complementari e si dicono preoccupati invece dalla possibilità che quello cartaceo scompaia del tutto nei prossimi anni, soprattutto a causa delle scelte della generazione Z, i nati tra il 1997 e il 2010, visti come più avvezzi ad una sovraesposizione digitale.

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L'aspetto più interessante che emerge, e che può essere forse messo in relazione anche alla riscoperta di supporti analogici come i dischi, è la preferenza accordata al cartaceo anche per motivi estetici ed esperienziali. Secondo i millennial infatti i magazine digitali sarebbero meno soddisfacenti delle controparti cartacee, dotate di un layout più ricercato, e in generale proverebbero più soddisfazione nell'utilizzo di un oggetto concreto. Più o meno le stesse affermazioni offerte da chi sta riscoprendo il vinile preferendolo alla cosiddetta musica liquida, ormai smaterializzata e non più in grado di offrire quell'esperienza estetica offerta dalla cover di grande formato. Insomma gli under 30 sembrano sentire il bisogno di qualcosa di più concreto, sia nei contenuti che nella forma, rispetto al mondo dematerializzato ed impalpabile del digitale.