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IBM punta a vendere computer quantistici entro 3-5 anni

Secondo un dirigente di IBM, la commercializzazione di computer quantistici prenderà il via al massimo entro 5 anni.

IBM commercializzerà computer quantistici entro i prossimi 3-5 anni, quando i nuovi sistemi riusciranno a superare gli attuali supercomputer (supremazia quantistica) in termini di capacità di calcolo in alcuni specifici ambiti. A dirlo è stato Norishige Morimoto, direttore dell’IBM Research di Tokyo e vicepresidente globale di IBM nel corso dell’IBM Think Summit di Taipei.

L’azienda statunitense ha iniziato la ricerca e sviluppo sui computer quantistici nel 1996 e negli anni scorsi ha messo a punto una prima soluzione sperimentale aperta ai ricercatori con IBM Q System One, un sistema a 20 qubit accessibile via cloud. L’obiettivo è quello di consentire ai ricercatori di iniziare a lavorare su applicazioni reali, realizzando il resto dell’infrastruttura necessaria a sfruttare la potenza dei qubit.

Al centro di tutto non ci sono infatti i bit, ma i qubit, l’unità di informazione quantistica. Si tratta dei blocchi fondanti di un computer quantistico, come i bit lo sono in un computer tradizionale. Usando i qubit – che possono assumere nello stesso tempo il valore 0, 1 o entrambi – i ricercatori ritengono che i computer possano processare “più soluzioni per un singolo problema nello stesso momento” piuttosto che svolgere calcoli sequenziali. Il tutto a una velocità senza precedenti.

IBM si è spinta a creare anche un prototipo di processore quantistico a 50 qubit e Morimoto ha annunciato che presto arriveranno nuovi computer quantistici con un maggior numero di qubit.

Il lavoro sui computer quantistici è promettente, ma anche dannatamente complesso, tanto che secondo Morimoto i supercomputer attuali basati su un’architettura tradizionale sono ancora più veloci.

Due anni fa, i fisici determinarono che sarebbero stati necessari computer quantistici con 50 qubit per raggiungere la supremazia quantistica sui supercomputer tradizionali. I paletti sono però in costante movimento, visto che i supercomputer tradizionali puntano agli exaflops, quindi servirà ancora qualche anno per assistere al sorpasso.

È probabile che vedremo per qualche tempo una sorta di parità, ma poi i computer quantistici prenderanno il sopravvento, almeno per determinati compiti. Il problema di questi sistemi è che devono operare in ambienti isolati a una temperatura di -273 gradi Celsius al fine di funzionare senza disturbi legati al rumore (cosa che li renderebbe inaccurati), e perciò dovranno – secondo IBM – “essere accoppiati ai supercomputer nelle applicazioni reali”.

IBM non è l’unica realtà impegnata nella realizzazione di computer quantistici, una “gara” che vede impegnate le più grandi realtà mondiali come Microsoft, Intel e Google. Quest’ultima ritiene che il sorpasso sui computer tradizionali in alcuni compiti arriverà entro tre anni.