Schede Grafiche

Il blocco al mining delle RTX 30 LHR è stato aggirato, ecco come

Seguendo le orme di NBMiner, T-Rex è un altro programma per il mining di criptovalute che aggira le limitazioni imposte da NVIDIA sulle sue ultime schede grafiche GeForce RTX 30 LHR ripristinando sino al 70% delle loro potenzialità in quest’ambito. Tuttavia, T-Rex offre anche una funzionalità piuttosto interessante che consente agli utenti di estrarre fino a due diverse criptovalute contemporaneamente, impiegando così il rimanente 30% per il mining di un qualcos’altro.

Per ora, nessun software è stato in grado di sconfiggere completamente l’algoritmo anti-mining migliorato di NVIDIA. Sia NBMiner che T-Rex sono ancora lontani dal permettervi di dedicare il 100% di energia a una criptovaluta specifica, ma la nuova opzione implementata in T-Rex è la cosa più vicina allo sfruttamento delle prestazioni complete sulle schede grafiche GeForce LHR attualmente in circolazione. Quando la nuova feature dual mining di T-Rex è abilitata, gli utenti possono dedicare fino al 30% di prestazioni a Ethereum (ETH) e il restante 70% a un’altra criptovaluta come Ergo (ERG), Ravencoin (RVN) o Cornflux (CFX). È strano come la soluzione non funzioni al contrario, con il 70% che va a Ethereum e il resto a un’altra criptovaluta, considerando che Ethereum è sicuramente l’opzione più redditizia.

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Ogni criptovaluta ha un diverso requisito di VRAM, quindi non tutte le schede video Ampere saranno in grado di gestire tutte le diverse combinazioni. Ad esempio, l’estrazione di Ethereum ed Ergo richiede oltre 8GB di VRAM, mentre l’associazione di Ethereum con Ravencoin o Cornflux richiederà oltre 10 GB di VRAM. Fondamentalmente, questo significa che la GeForce RTX 3060 Ti e la GeForce RTX 3070 non potranno sfruttare appieno la doppia funzione di mining di T-Rex, poiché hanno solo 8GB di memorie GDDR6.

Il limitatore anti-mining di NVIDIA ha ancora alcune difese da superare, anche se potrebbe non importare molto a lungo termine. Ethereum passerà presto da un protocollo Proof-of-Work (POW) a quello Proof-of-Stake (POS), il che dovrebbe aiutare a eliminare il boom del mining con le schede grafiche consumer. A maggio, Carl Beekhuizen della Fondazione Ethereum aveva confermato che la transizione sarebbe stata completata nei “prossimi mesi”. Sembra che i miner abbiano i giorni contati, almeno per una delle criptovalute più popolari del mercato. Molti probabilmente venderanno le loro apparecchiature, mentre altri potrebbero semplicemente passare da Ethereum per concentrarsi su un’altra criptovaluta.