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Il nuovo standard di compressione video H.266 dimezzerà le dimensioni dei file

Spesso, quando si guarda un video in streaming, capita di non ottenere un’esperienza fluida e priva di buffering. Ciò è dovuto alle restrizioni sulla larghezza di banda o alla dimensione del file video in streaming che possono causare un ritardo nel buffering o un flusso pixelato. Ecco perché abbiamo bisogno di algoritmi e standard di compressione video che aiutino a ridurre le dimensioni dei file trasmessi al dispositivo. Ne abbiamo già molti, ma – come riporta l’articolo dettagliato di The Next Web – c’è un nuovo standard in arrivo chiamato H.266 o VVC (Versatile Video Codec) che potrebbe migliorare la vita di tutti noi.

La compressione video semplifica il trasferimento dei file su Internet senza consumare tanti dati e garantisce una riproduzione fluida con buffering minimo. Un video 1080p di sette minuti può consumare all’incirca dai 200 MB ai 600 MB in base al codec utilizzato.

Le serie TV, i film e i contenuti visivi in generale sono creati in un formato analogico/RAW, che conserva la massima quantità di informazioni in modo che gli editor abbiano la flessibilità di modificare i colori e altri parametri visivi senza compromettere la fedeltà dell’immagine. Questi file sono di grandi dimensioni e richiederebbero molta larghezza di banda ed elaborazione per trasmetterli ai vari dispositivi in streaming. Proprio per questo le piattaforme come Netflix e Amazon Prime devono convertirli in formati digitali e comprimere i file.

Gli standard più utilizzati per lo streaming video sono AV1, H.264, H.265/HEVC (High-Efficiency Video Coded), VC-1 e Apple ProRes. La maggior parte di questi usa un concetto matematico chiamato Discrete Cosine Transform (DCT). È la tecnica utilizzata per identificare i pixel ridondanti in un’immagine che potrebbero essere scartati durante la compressione, senza influire notevolmente sulla qualità dell’immagine.

H.266 o VVC (Versatile Video Codec) è un nuovo standard di compressione sviluppato dal Joint Video Experts Team (JVET). Il team è formato da esperti del Moving Picture Experts Group (MPEG) del gruppo ISO/IEC e del Video Coding Experts Group (VCEG) del gruppo ITU-T. Il JVET sarà anche responsabile del mantenimento degli standard H.264 e H.265 esistenti.

Il Fraunhofer Heinrich Hertz Institute, con sede in Germania, che è stato uno degli sviluppatori degli standard, ha annunciato ufficialmente lo standard a luglio 2020.

Qual è il vantaggio di H.266?

L’obiettivo principale di qualsiasi nuovo standard di compressione video è ridurre la larghezza di banda occupata da un video preservandone il più possibile la fedeltà. I primi test suggeriscono che H.266 raggiunge tassi di compressione migliori del 40%-50% rispetto a HEVC, che è attualmente utilizzato da Apple negli iPhone. Ciò potrebbe significare che si può trasmettere in streaming un episodio della propria serie preferita utilizzando quasi la metà dei dati.

Facendo un esempio, lo standard HEVC richiede 10 GB di dati per lo streaming di un file video 4K lungo 90 minuti. In confronto, H.266 utilizza solo 5 GB di dati per lo streaming dello stesso file.

Il JVET ha deciso di creare H.266 (VVC) per applicazioni oltre lo streaming video. Lo standard supporta la trasmissione di video da 4K a 8K senza interruzioni, oltre al supporto per video a 360 gradi. Questo potrebbe essere utile nelle applicazioni VR e AR.

H.266 sembra uno standard efficiente e flessibile sulla carta, ma ci vorranno un paio d’anni per detronizzare gli standard attuali come H.265 e AV1. HEVC, ad esempio, è stato rilasciato ufficialmente nel 2013, ma solo dopo qualche anno è diventato uno standard davvero diffuso ed è stato supportato negli iPhone nel 2017.