Periferiche di Rete

Montaggio

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Figura 3: Dell PowerConnector 5324

Una volta scelti i componenti, la configurazione procede più velocemente. Dopo aver aggiunto un controller di dominio e un server DHCP sulla macchina con Windows Server 2003, l’ho semplicemente collegata ad una porta del PowerConnect 5324 e, tramite HyperTerminal, l’ho configurato per fargli riconoscere il server DHCP. Una volta verificato che l’indirizzo IP assegnato alla macchina fosse corretto, è bastato collegare i file server e i backup server agli switch e collegarli successivamente a un altro set di switch che, a loro volta, sono stati collegati alle porte Ethernet di ogni workstation.

Il trasferimento di centinaia di gigabyte di file video e audio ogni ora tra file server, backup server e client rappresenta il punto critico dell’intera struttura di questa rete. I flussi dati sono estremamente pesanti e potenzialmente in grado di rallentare la rete fino a quasi bloccarla se non viene configurata correttamente. Fortunatamente, i "Jumbo" Frame sono stati creati specificatamente per aiutare la gestione di flussi dati simili a questi, perciò ho deciso di utilizzare la massima dimensione dell’MTU (in quel momento) di 9K.

Normalmente però, i Jumbo Frame sono disabilitati nel 5324; correggere questo problema è abbastanza semplice poiché il 5324, come la maggior parte degli switch managed, è provvisto di una GUI molto semplice, basata su pagine web. Tutto ciò che bisogna fare è accedere alle pagine di amministrazione dello switch, navigare attraverso i menu System -> Advanced Settings -> General Settings e cambiare la relativa impostazione.

Ho dovuto sostituire anche alcune vecchie schede Ethernet 10/100, presenti in alcune workstation, con schede gigabit della Signamax. Tra gli switch, la cablatura e le schede delle interfacce di rete, avevo tra le mani la configurazione hardware più solida che potessi scegliere per questa situazione. I Jumbo Frame sono stati abilitati in tutti gli switch, le policy degli utenti e della sicurezza definite e configurate, i file server pronti all’azione. Tutto sembra pronto per la prova finale: vedere se la mia piccola creatura è in grado di aprire le ali e spiccare il volo.

Ho permesso ai ragazzi della squadra di post-produzione di tornare al proprio lavoro partendo subito con l’aquisizione e la codifica delle immagini. Mentre il numero di coloro che iniziavano a lavorare aumentava, io monitoravo l’andamento delle prestazioni della rete, dai file server ai client, ai backup server. I risultati mi hanno fatto tenere un ghigno durante tutta la fase di test: le velocità full duplex si attestavano ad una media di 25 megabyte al secondo, quasi un gigabyte e mezzo per minuto!

Per il momento le attività non legate ai server, come e-mail, navigazione web e FTP non sembravano assolutamente rallentate dal pesante trasferimento di files in corso in background. Gli editori erano in grado di inviare ovunque piccoli spezzoni dei filmati mentre svariati giga venivano catturati e digitalizzati e, ancora, si era in grado di controllare la posta, accedere ai vari archivi e ai database senza alcuna interruzione.

Sono anche riuscito a configurare un paio di access point Cisco temporanei, per il personale dell’ufficio che lavorava principalmente fuori sede. Ma ora il numero del personale seduto su divanetti, temporaneamente utilizzati come divisioni dipartimentali, continuava ad aumentare. É bastato semplicemente appendere gli access point più lontano dagli switch, configurarli per riconoscere il server DHCP e impostare la codifica WPA-AES. Tutti questi settaggi verranno rivisti e descritti successivamente, nella terza parte di questo articolo.

Una delle mie maggiori preoccupazioni riguardava la possibilità che, dal momento in cui tutti utilizzeranno regolarmente la rete a pieno regime, l’aggiunta di altri file server (Pubbliche Relazioni, Contabilità, Amministrazione, Ufficio Legale, ecc. …) e delle rispettive utenze, potesse introdurre dei colli di bottiglia nell’intero sistema. Considerando che si trattava del mondo cinematografico e delle relative scadenze, dichiarazioni stampa e forse delle improvvise "serate inaugurali", ciò era inevitabile. La rete doveva saper gestire gli intensi carichi di lavoro di tutto il personale connesso e, naturalmente, i doppi o tripli carichi indotti ogni ora dai sistemi di backup.