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Intel e i segreti “rubati” della memoria 3D XPoint. Il caso s’infittisce

Nuovo sviluppo nella causa che coinvolge Intel e un ex dipendente passato a Micron e accusato di aver sottratto informazioni confidenziali riguardanti la tecnologia 3D XPoint.

Intel ha ottenuto un’ingiunzione preliminare contro Doyle Rivers, ex ingegnere passato a Micron, accusato di aver sottratto informazioni confidenziali riguardanti la tecnologia 3D XPoint e il suo sviluppo per consegnarle ai nuovi datori di lavoro.

Il tribunale ha imposto a Rivers di non possedere, usare o comunicare alcuna informazione confidenziale di Intel sulla memoria 3D XPoint o i prodotti Optane, incluso il personale che lavora su quei prodotti, e ha dato tre giorni di tempo lavorativi per restituire qualsiasi dato confidenziale in suo possesso.

Secondo The Register, che ha contattato l’avvocato di Rivers, Daniel Sakaguchi, l’ordinanza è stata concordata reciprocamente. “Il signor Rivers non ha niente da restituire. Continuiamo a sostenere che le affermazioni di Intel siano molto esagerate”.

Intel e Micron hanno sviluppato diverse generazioni di memoria 3D NAND e 3D XPoint insieme tramite la joint venture IMFT (IM Flash Technologies). Questo rapporto è destinato a terminare a metà anno, dopo aver messo a punto la seconda generazione.

Rivers ha lasciato Intel lo scorso settembre per unirsi a Micron. A novembre, Intel l’ha denunciato perché avrebbe portato con sé informazioni segrete dell’azienda su un drive USB. Secondo i documenti depositati presso il tribunale, Rivers avrebbe successivamente fornito il drive a Micron, che poi l’avrebbe restituito a Intel con nulla al suo interno.

Intel afferma che Rivers ha cercato di accedere e copiare un file ‘top secret’, ma è stato bloccato dal sistema di sicurezza elettronico. Sembra però che Rivers sia comunque riuscito a rubare dei file personali (i dettagli di contatto di oltre 3000 dipendenti Intel) e che abbia anche cercato, in modo aggressivo, di convincere altri ingegneri a seguirlo in Micron.

Gli avvocati che difendono Rivers contestano le affermazioni della casa di Santa Clara e sostengono che un elenco di dipendenti non sia qualificabile come segreto commerciale. Secondo la legge californiana, spiega l’avvocato Sakaguchi, “un datore di lavoro non possiede un diritto di proprietà sulle identità e i talenti dei dipendenti”.

Intel, dal canto suo, evidenzia che Rivers aveva accettato il fatto che le informazioni relative al personale sarebbero state considerate riservate. Intel inoltre rivendica diritti sulla compilazione dei dati e non sui nomi e i singoli indirizzi. La lista, a detta di Rivers, sarebbe stata salvata per agevolarlo nel dire addio ai propri amici. L’uomo avrebbe inoltre salvato sul PC di casa una cartella con 110 script Perl non sensibili. “Hanno un valore sentimentale, ma nessun uso pratico al di fuori dell’ambiente di sviluppo”, ha spiegato Rivers alla Corte.

Intel continua però a ritenere che l’uomo abbia trafugato informazioni ben più scottanti. L’11 marzo Rivers ha riconosciuto di aver scaricato tre file di Intel precedentemente sconosciuti nel suo drive USB: si tratta di FocalDetails.xls, DPM Calc ed ECC Calc.

FocalDetails è un elenco di stipendi e bonus di 31 dipendenti che fanno parte della divisione NAND di Intel. DPM Calc è descritto come uno strumento per svolgere calcoli proprietari su SSD non rilasciato, mentre ECC Calc serve a calcolare i tassi di errore (bit error) non correggibili.

Su richiesta di Intel, Rivers ha inoltre dato l’assenso a una ricerca forense nel suo PC di casa da parte dell’azienda Stroz Friedberg. Secondo Intel i risultati sarebbero “molto preoccupanti“.

“Le prove scoperte da Stroz Friedberg rivelano che Rivers ha intrapreso grandi misure per distruggere le prove e coprire le sue tracce dopo aver scaricato informazioni riservate e segreti commerciali di Intel, falsificando in seguito azioni e dichiarazioni depositate presso la Corte”, hanno affermato gli avvocati di Intel.

Gli analisti forensi di Stroz Friedberg hanno rintracciato sei programmi che potrebbero essere impiegate per rendere le indagini forensi più difficili: Eraser, EraserPortable, PCShredder, CCleaner, TrueCrypt e Tor Browser. Non tutti sono stati usato nell’arco temporale in esame, ma alcuni sì.

I tecnici di Stroz Friedberg non hanno trovato file riservati, anche se Intel sostiene che “l’ampio sforzo anti-forense per nascondere le prove solleva dubbi sul fatto che Rivers abbia messo altrove i file riservati e che vi sia un serio rischio che possa continuare ad accedervi e usarli“.

La difesa di Rivers ritiene le scoperte di Stroz Friedberg inconcludenti, e ha rilevato come non vi siano prove dell’estrazione di email, stampa di file confidenziali, cancellazione in massa di file o attività anti-forense.