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Intel assume un veterano dei processi produttivi per cambiare marcia

Il tema dei processi produttivi in casa Intel è di strettissima attualità e quantomai delicato. L’azienda, per sua stessa ammissione, ha puntato troppo in alto nella messa a punto dei 10 nanometri e questo ne ha pregiudicato le tempistiche di arrivo sul mercato: i primi prodotti erano attesi 2/3 anni fa, ma come sappiamo hanno debuttato solo quest’anno, e solo in ambito mobile con le CPU Ice Lake.

Le notizie delle ultime ore, la roadmap ufficiale e le più recenti dichiarazioni fanno pensare (o sperare se preferite) che, superato lo scoglio dei 10 nanometri, dal 2021 in poi con l’avvento dei 7 nanometri Intel dovrebbe tornare – salvo imprevisti – alla tradizionale cadenza biennale nella sua continua opera di miniaturizzazione.

I problemi in questo ambito possono essere di natura tecnica, ma come abbiamo visto a volte anche umana. La decisione di Intel di puntare per i 10 nanometri a un miglioramento della densità di 2,7 volte rispetto ai 14 nanometri l’ha portata a un ritardo tale che ha permesso ad altre realtà di recuperare il gap esistente. Perciò è interessante venire a sapere, come riportato da Reuters, che Intel ha assunto il dottor Gary Patton, ex CTO (direttore tecnologico) di GlobalFoundries e precedentemente ai vertici di IBM Microelectronics (acquisita da GF nel 2015).

Patton si è occupato dei processi produttivi più avanzati in GlobalFoundries, fino al momento in cui l’azienda (nata dall’ex ramo produttivo di AMD) ha deciso di abbandonare quel filone per dedicarsi su processi produttivi meno dispendiosi e/o presidiati da realtà come TSMC e Samsung.

Nelle fila della casa di Santa Clara il nuovo dirigente si occuperà di fare da trait d’union per tutto quello che concerne la messa a punto di un progetto: scelta del processo produttivo, rese, prestazioni, costi e capacità di arrivare sul mercato nel momento giusto con prodotti appetibili per funzionalità e prezzo.

Gary Patton, il nuovo acquisto di Intel

Precisamente Patton diventa “corporate vice president” e “general manager per l’idoneità dei progetti” (design enablement) e riporterà direttamente a Mike Mayberry, attuale CTO dell’azienda.

La sua preparazione tecnica ne fa certamente un valido acquisto per Intel, specie in momento complesso da cui l’azienda può imparare e soprattutto trovare lo spunto per ripartire: l’ingresso negli ultimi anni di uomini come Murthy Renduchintala, Jim Keller e Raja Koduri, d’indubbia preparazione nell’ambito delle architetture, fa sperare nell’arrivo di novità molto interessanti in futuro, ma come si suol dire “chi vivrà, vedrà”.