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Intel: open source chiave per sfruttare l’hardware

Durante l'Open Source Technology Summit, Intel ha illustrato le novità software che permetteranno di sfruttare al meglio il proprio hardware.

Durante l’Open Source Technology Summit (OSTS), Intel e i giganti del settore hanno parlato di open source, di come ottimizzare il software per le architetture di Intel e delle tecnologie che guideranno l’evoluzione nel campo dell’intelligenza artificiale, del machine learning e non solo.

“L’open source alimenta l’infrastruttura software-defined che ha trasformato il mondo dei datacenter e ha dato vita all’era incentrata sui dati. Oggi, la stragrande maggioranza del cloud pubblico gira su software open source; i nuovi contributi di Intel sono pronti a traghettarvi in un futuro dove tutto è definito dal software, compresi nuovi settori come quello automobilistico, industriale e il mercato retail”, ha dichiarato l’azienda.

Imad Sousou, vicepresidente corporate e general manager della divisione System Software Products di Intel, ha illustrato anzitutto dell’iniziativa ModernFW, nata con l’obiettivo di rimuovere il vecchio codice dal firmware di avvio e renderne modulare la progettazione al fine di favorire una maggiore scalabilità e sicurezza. Si punta quindi a un firmware per piattaforme server cloud che sia aperto, moderno, veloce e partecipato. ModernFW è basato su TianoCore.

“Fornendo un codice sufficiente per avviare il kernel, questo approccio può ridurre l’esposizione ai rischi di sicurezza e garantire una gestione più semplice per gli utenti”, ha spiegato l’azienda.

L’altra novità si chiama rust-vmm, un insieme di componenti hypervisor comuni sviluppati da Intel con i leader del settore tra cui Alibaba, Amazon, Google e Red Hat per avere hypervisor destinati a casi d’uso specifici.

Intel ha rilasciato insieme ai partner un hypervisor cloud “special purpose” basato su rust-vmm per offrire una tecnologia container più sicura e con prestazioni più elevate, pensata per ambienti cloud nativi.

La casa di Santa Clara si sta inoltre impegnando a contribuire con i propri sviluppatori al codice di alcuni progetti open source, oltre al kernel Linux. L’azienda ha intenzione di contribuire a progetti come bash, chrony, the Fuzzing Project, GnuPG, libffi, the Linux Kernel Self Protection Project, OpenSSH, OpenSSL e il linguaggio di programmazione R.

Intel ha inoltre presentato la Developer Edition della distribuzione Clear Linux OS, una versione con un nuovo installer e store, che raccoglie i toolkit per dare agli sviluppatori “un sistema operativo con tutte le funzionalità hardware Intel già abilitate”. L’azienda ha inoltre espanso i casi d’uso di Clear Linux per fornire un’integrazione end to end e ottimizzazione per le funzioni hardware e i carichi di lavoro che supportano gli stack software Deep Learning e Data Analytics.

Il Deep Learning Reference Stack è uno stack open source integrato e altamente performante ottimizzato per i processori Xeon Scalable. Include Deep Learning Boost (DL Boost) ed è stato pensato per accelerare i casi d’uso legati all’intelligenza artificiale come il riconoscimento di immagini, la rilevazione di oggetti, il riconoscimento vocale e la traduzione delle lingue.

Anche il Data Analytics Reference Stack è stato sviluppato per consentire alle imprese di analizzare, classificare, riconoscere e processare una grande quantità di dati ottenuti su piattaforme Xeon Scalable usando Apache Hadoop e Apache Spark.

L’azienda ha infine annunciato Robot SDK per semplificare il processo di creazione di soluzioni robotiche e di automazione basate sull’AI, con uno stack per la computer vision ottimizzato.

Con oltre 15.000 ingegneri software, Intel ritiene di essere “in una posizione unica per riunire i principali attori del settore e affrontare la complessità di lavorare su diverse architetture e carichi di lavoro e favorire implementazioni più rapide delle innovazioni su larga scala. Il software rappresenta un pilastro tecnologico fondamentale per Intel ai fini di sfruttare a pieno i progressi sul fronte delle architetture, dei processi, delle memorie, delle interconnessioni e della sicurezza”.