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Intel ultra-mobile PC: una scommessa più seria

Pagina 1: Intel ultra-mobile PC: una scommessa più seria

Introduzione

Ultra-mobile PC (UMPC) è un termine che non ha ancora fatto breccia nei cuori dei consumatori. Identifica una categoria di computer portatili di ridotte dimensioni, nella maggior parte dei casi a metà strada tra gli ingombri di uno smartphone e quelli di un mini-notebook. Insomma, si tratta di un’ulteriore declinazione pc in cerca di utente… Quando nel 2006 Microsoft, Intel e Samsung hanno dato vita al progetto Origami, forse, non avevano ancora le idee chiare.

Oggi, malgrado una serie di flop, per qualche "strano" motivo Intel sembra di nuovo intenzionata a rigiocare la carta UMPC. All’inizio della settimana Paul Otellini, CEO del colosso di Santa Clara, ha tenuto una conferenza stampa al CES di Las Vegas sul futuro del computing. Uno degli temi clou ha riguardato proprio le prospettive di successo delle soluzioni UMPC, e nello specifico i cosiddetti MID (Mobile Internet Device). 

Otellini è convinto che il mondo stia "diventando ultramobile" grazie all’avvento di prodotti sempre più piccoli, potenti e "connettibili". Insomma, capaci di offrire "un’esperienza di navigazione sul Web senza compromessi, con un consumo energetico estremamente ridotto e in formati sufficientemente piccoli da poter essere portati in tasca o in borsa".

"I MID rappresenteranno la prossima grande novità nel computing", ha confermato Otellini, mostrando alla stampa una serie di demo di potenziali utilizzi. Ma qualcosa è cambiato rispetto al passato, perché l’idea di fondo – adesso – è di commercializzare soluzioni all-in-one capaci di offrire di più rispetto ai cellulari. La sfida, insomma, viene lanciata direttamente agli smartphone di nuova generazione. A Intel interessano i settori consumer e prosumer; non è più tempo di clienti di nicchia.