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Intel, una CPU a 6 core inedita mostra un rinnovato design della cache

Un’inedita CPU con 6 core di Intel è apparsa nel database di SiSoftware Sandra. Questo nuovo processore apparentemente può sembrare una normale CPU a 6 core, ma il progetto della cache completamente rinnovato rispetto a quello presente in tutte le attuali CPU potrebbe indicare una CPU di nuova generazione Core o Xeon.

Entrando nello specifico, il processore dispone di 6 core e 12 thread, similmente ad altre CPU già presenti sul mercato come il Core i7-8700K e diversi modelli Xeon. Ad oggi nella famiglia Intel Core di nona generazione “Coffee Lake Refreshnon esiste una CPU con 6 core dotata di Hyper-Threading, ma la decima generazione “Comet Lakedovrebbe avere a catalogo diverse proposte con queste caratteristiche.

La frequenza di base di 3 GHz per i core e 2,2 GHz per l’IMC non lascia spazio a supposizioni, trattandosi di una frequenza standard per gli “engineering sample”, le versioni di prova delle nuove CPU che vengono testate nel corso dei vari stadi di ingegnerizzazione di una nuova architettura.

Ciò nonostante è interessante notare come la piattaforma su cui è stata testata questa CPU è presumibilmente un sistema dual socket di Supermicro. La piattaforma specifica sulla quale è stato svolto il test è la SuperMicro X12DAi-N SMC X12.

Non abbiamo alcun dettaglio per identificare le caratteristiche di questa scheda madre, oltre al fatto che è chiaramente indicata come “Dual Socket“, ma stranamente il database SiSoftware rileva questo processore come parte della serie Core, mentre le serie Xeon, generalmente note per il supporto dual socket, sono mostrate ovviamente come Xeon. Questo potrebbe essere dovuto alla natura di questo chip: trattandosi di un engineering sample, può essere riconosciuto erroneamente dai software.

Come già scritto, il progetto della cache è stato rinnovato per questo nuovo modello, che dispone di 9 MB di cache L3 e, sorprendentemente, 1,25 MB di cache L2 per core, che porta il totale della cache L2 a 7,5 MB. Per confronto, le CPU Intel Core di nona generazione hanno 256KB di cache L2 per core, la serie Core X ha 1 MB di cache L2 per core e le CPU Ice Lake a 10 nm hanno 512 KB di cache L2 per core.

L’unica architettura con una dimensione della cache L2 paragonabile – stando a precedenti indiscrezioni – è la futura “Tiger Lake“, dotata di 1,25 MB di cache L2 per core. Le soluzioni Tiger Lake sono attese nel corso del 2020 in ambito mobile, basate su processo a 10 nm++ e dotate anche di una cache L3 aggiornata a MB rispetto ai 2 MB delle CPU Core attuali e agli 1,375 MB delle CPU Core X.

C’è però un problema: la cache L3 dell’engineering sample comparso nel database di SiSoftware Sandra non corrisponde all’architettura di Tiger Lake poiché 3 MB per core significherebbe 18 MB di cache L3, mentre sappiamo che questa CPU dispone di 9 MB di cache L3 (1,5 MB per core), inferiore anche agli attuali prodotti da 14 nm.

Esiste la possibilità che questo chip a 6 core possa essere un primo tentativo di “traslare” un’architettura pensata per i 10nm ai 14nm, per affrontare possibili problemi produttivi. Intel, come già dichiarato in passato e confermato dalla roadmap sui processi produttivi fino al 2029, ha deciso di tagliare il cordone ombelicale che sinora ha legato in modo indissolubile le diverse architetture a specifici processi produttivi, in modo da poter avere più libertà di manovra.

La riduzione della cache L3, infatti, porterebbe a un risparmio di superficie e complessità che potrebbe in parte compensare il processo produttivo meno efficiente. Altrimenti, potrebbe essere il primo sguardo a inedite CPU Xeon della famiglia Ice Lake a 10nm+ che dovrebbero essere presentate nel corso del prossimo anno.