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Investire in criptovalute 3: sicurezza di Exchange e Wallet

Pagina 1: Investire in criptovalute 3: sicurezza di Exchange e Wallet
Investire in criptovalute significa in genere usare un Exchange. Ma per compensare i rischi di sicurezza è possibile e consigliabile usare anche un wallet.

Eccoci arrivati alla terza parte di questa serie dedicata agli investimenti in criptovalute. Prima di proseguire, dunque, suggeriamo a chi non l'ha ancora fatto di leggersi i due articoli precedenti.

Prima parte: Investimenti in criptovalute: come iniziare

Seconda parte: Investimenti in criptovalute, parte 2: come scegliere

Nella prima parte abbiamo imparato a prendere confidenza con gli Exchange, veri e propri intermediari finanziari dove reperire gli asset di nostro interesse, e come acquistare questi asset attraverso valuta fiat (€, $, £, ecc.). Nella seconda parte abbiamo visto quali parametri considerare maggiormente nel processo decisionale di allocazione del nostro portafoglio.

Il pericolo degli Exchange

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Come da qualche nostro lettore segnalato, tenere i nostri Bitcoin, Ether, Ripple e qualsiasi altro blockchain-asset su un Exchange può essere rischioso. Quando si acquista una crypto tramite un exchange, infatti, non la si sta materialmente salvando su un qualche dispositivo di archiviazione come un hard disk, né la si sta inviando su un qualche server. Si sta semplicemente aggiornando la blockchain sullo stato del mondo. Un esempio renderà tutto più chiaro: Andrea possiede n BTC, decide di trasferirne una quantità n2 a Giacomo, magari dietro compenso in Euro. Sulla blockchain viene dunque scritta tale transazione.

Il momento critico è nel passaggio di proprietà: come viene certificata la volontà di Andrea di inviare y Bitcoin a Giacomo? Attraverso la chiave privata (ricordiamo che blockchain è sempre un sistema crittografico). Questa chiave privata è (volendo semplificare di molto) come il PIN che usate al Bancomat quando decidete di prelevare.

Si seguono i meccanismi della comunicazione crittografata a chiave pubblica/privata. Giacomo fornisce ad Andrea la sua chiave pubblica (vedetela come il codice IBAN). Andrea la riceve e la firma con la sua chiave privata (non è l'unico metodo possibile, ma per semplicità ci limitiamo a questo). Scrive quanti BTC vuole trasferire, e nel giro di qualche ora la transazione sarà completa.

Torniamo dunque agli Exchange. Chi ha letto il primo articolo ricorderà che per prelevare e depositare si crea un indirizzo pubblico ma non ci viene "consegnata" alcuna chiave privata. Poloniex, Coinbase, Bitfinex, Cex infatti si tengono le chiavi private dei vostri portafogli! Ciò significa che qualora venissero violati potreste perdere tutti i vostri soldi. È come se la vostra banca venisse rapinata. In finanza, si chiama "rischio di controparte". Ed è anche possibile che i titolari decidano di scappare con il malloppo.