Software

jDownloader illegale in Germania, opensource minacciato?

I cittadini tedeschi dovranno dire addio a JDownloader, la popolare applicazione (Windows, OS X e Linux) per scaricare file di ogni genere da Internet. Colpa di un plugin che permetteva anche di scaricare video protetti da DRM, e questo secondo un giudice tedesco non è ammissibile.

Parliamo di un plug-in quindi, non dell'applicazione principale: la Corte Regionale di Amburgo ritiene che sia una misura per aggirare le misure atte a proteggere il diritto di autore, e che JDownloader sia responsabile – decidendo poi di proibirne l'ulteriore distribuzione. Appwork, l'azienda che produce il software, potrebbe inoltre trovarsi di fronte a una multa da 250.000 euro.

Eppure gli sviluppatori di JDownloader avevano disabilitato da tempo il plugin incriminato, non appena avevano notato le sue capacità. È importante comprendere che il codice in questione è stato scritto da qualcun altro, non dai produttori di JDownloader; un dettaglio sul quale appunto si sta discutendo.

Secondo un portavoce di Appwork il giudice si è comportato come se gli sviluppatori della comunità fossero tutti ugualmente responsabili del lavoro altrui. "Quindi siamo responsabili e dobbiamo esaminare tutto il codice aggiuntivo e/o dotarci di un meccanismo di protezione nel caso che qualcuno faccia qualcosa che potrebbe essere illegale".

Per Appwork è una decisione "preoccupante" che minaccia tutto il mondo dell'opensource. "Significa che se un'azienda o un individuo vuole usare del codice binario aperto (o chiuso), sarà responsabile se contiene funzioni illegali. Questo in pratica vuol dire che bisogna controllare ogni singola riga di codice, il che è quasi impossibile per i progetti più piccoli".

Ad alcuni potrà sembrare una piccolezza ma si tratta di una questione della massima rilevanza, perché va a minacciare direttamente i concetti fondamentali della condivisione del sapere. La posizione della corte tedesca va potenzialmente oltre il semplice codice per computer: non possiamo predicare l'apertura del sapere e la libera circolazione della conoscenza da una parte, se dall'altra c'è la minaccia che usare queste informazioni libere ci metta in pericolo.