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John McAfee è stato arrestato: l’eccentrico milionario accusato di frode ed evasione fiscale

John McAfee è stato arrestato all’aeroporto spagnolo di Barcellona mentre stava cercando di imbarcarsi per Istanbul con un passaporto britannico. Il singolare milionario, creatore del famoso software antivirus, è accusato di frode ed evasione fiscale negli USA ed ora rischia ora fino a 30 anni di carcere. Non è la prima volta che McAfee fa parlare di sé per questioni poco piacevoli, riuscirà a cavarsela anche questa volta?

John McAfee

John McAfee verrà per il momento trasferito a Madrid, luogo dal quale poi verrà messa in atto la procedura di estradizione verso gli Stati Uniti. Il 15 giugno scorso il Dipartimento di Giustizia USA aveva emanato un mandato d’arresto nei suoi confronti. Le accuse? Evasione fiscale e mancata compilazione della dichiarazione dei redditi nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018.

Nello specifico McAfee avrebbe volutamente evitato di dichiarare milioni di utili relativi alla promozione di criptovalute, interventi in pubblico, vendita dei propri diritti d’immagine per la realizzazione di un documentario sulla sua vita e lavori di consulenza. È giusto sottolineare che le accuse non riguardano eventuali redditi percepiti dalla società informatica che porta il nome di McAfee ma fanno riferimento anche all’uso di prestanome che il milionario avrebbe sfruttato per l’acquisto di proprietà immobiliari, uno yacht, nascondere le proprie attività di versamento bancario e molto altro ancora.

Se la condanna dovesse essere confermata rischia fino a 30 anni di carcere oltre oceano, tuttavia non è la prima volta che rischia grosso.

Chi è John McAfee?

John McAfee ha fondato la propria azienda di sicurezza informatica nel 1987 e l’ha capitanata fino al 1994, l’azienda è poi passata nelle mani di Intel nel 2011 prima di essere rivenduta nel 2017 a privati.

McAfee si è trasferito in Belize negli anni 2000, apparentemente per evitare una causa per omicidio colposo negli Stati Uniti.

Nel 2012 il milionario era presumibilmente nascosto a Dalvík, nel nord dell’Islanda, dove si stava nascondendo dalle autorità per l’accusa di omicidio (o di aver commissionato il crimine) del proprio vicino di casa in Belize. Gregory Faull è stato ritrovato morto nella sua casa di San Pedro e solamente due giorni prima aveva avuto l’ultima di una serie di liti furibonde con McAfee, il quale trascorreva la sua permanenza nella città con party rumorosi a base di droga e giovani prostitute. La polizia non è mai riuscita a rintracciare l’eccentrico personaggio per interrogarlo in quanto era già riuscito a scappare.

Qualche settimana dopo aver lasciato il Belize è ricomparso in Guatemala, dove è stato arrestato per essere entrato nel Paese illegalmente. Nel 2018 un tribunale della Florida ha ritenuto McAfee responsabile per l’omicidio in Belize in una causa per omicidio colposo.

Con conseguente arresto e poi rilascio in Repubblica Dominicana per aver viaggiato su uno yacht con a bordo armi pesanti, l’uomo è stato poi lasciato libero di andarsene verso la Gran Bretagna in quanto al tempo gli Stati Uniti non avevano ancora non aveva nessun mandato attivo o richiesta di estradizione in corso a suo carico. A luglio del 2019 McAfee aveva twittato una foto di se a bordo di una barca con in mano una pistola affermando che la CIA avesse cercato di incastrarlo.

Sempre nel 2019 su Twitter aveva dichiarato di credere le tasse “illegali” e di non aver compilato una dichiarazione dei redditi per 8 anni, sfidando l’Agenzia delle Entrate (IRS) a dargli la caccia.

Nel 2020 ha annunciato di voler concorrere per la presidenza degli Stati Uniti d’America per il Partito Libertario e di voler condurre la propria campagna elettorale da esiliato dopo aver ricevuto le accuse di “utilizzo di criptovalute in atti criminali contro il governo degli Stati Uniti” nel gennaio del 2019.

John McAfee è dunque un personaggio noto alle cronache per via dei suoi disguidi con la legge, anche se i suoi racconti sono sempre stati conditi con una buona dose di fantasia e non sia chiaro cosa sia vero e cosa sia inventato delle storie che ha raccontato pubblicamente.

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