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La divisione processori di Qualcomm potrebbe essere acquista da Intel?

E se Qualcomm decidesse di separare le proprie divisioni? E se Intel decidesse di acquisire quella che si occupa dei processori? Si tratta di ipotesi suggestive per il futuro del mercato, ma al momento restano solo questo, ipotesi.

Ad avanzarle sono stati diversi analisti, che hanno riflettuto sulle ultime traversie del chipmaker californiano, reduce da un anno fiscale difficile, con il crollo di vendite dovuto ai problemi del suo SoC di punta, lo Snapdragon 810, e i conseguenti, sostanziosi licenziamenti annunciati ultimamente, ben 5000 dipendenti.

Ma analizziamo un passaggio per volta perché si tratta in alcuni casi di considerazioni finanziarie non immediatamente intuibili da parte dei non addetti ai lavori. Anzitutto perché Qualcomm dovrebbe considerare l'idea di separare le proprie divisioni?

Perché, così facendo, il valore delle singole divisioni salirebbe e questo aumenterebbe i profitti degli azionisti, che adesso sono invece preoccupati dalla situazione finanziaria corrente e poi perché suddividendo l'azienda in varie sussidiarie si faciliterebbero le operazioni di fusione e acquisizione, sia di terzi da parte dell'azienda stessa sia dell'azienda da parte di realtà più grandi.

intel qualcomm

Perché invece Intel dovrebbe essere interessata ad effettuare un'operazione del genere è più chiaro: fino ad ora il colosso californiano, nonostante tutto il proprio peso tecnologico e finanziario, non è riuscito a sfondare nell'importante mercato di smartphone e tablet. Il gap che separa i propri processori x86 da quelli ARM solitamente utilizzati nel settore, è ancora troppo grande, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra consumi e prestazioni offerte.

Acquistare la divisione processori di Qualcomm permetterebbe dunque a Intel di fare più velocemente l'atteso salto di qualità, potendo contare su una struttura esperta in ambito ARM, mentre questa a propria volta potrebbe contare sulle avanzatissime tecnologie litografiche di Intel, le più avanzate al mondo.

Altre analisi tuttavia sottolineano anche i rischi di un'operazione del genere che, a causa dei tempi tecnici abbastanza lunghi per operazioni di fusione di questo genere, potrebbero consentire ai competitor, MediaTek in testa, di acquisire un significativo vantaggio in termini di quote di mercato, che potrebbe poi essere difficilmente colmabile.

Niente insomma è ancora scritto, ma la sensazione è che il 2016 sarà un anno di grossi cambiamenti nel panorama mobile.

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