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La scuola di Brindisi vince perché non teme la tecnologia

Un tablet e un eBook non bastano per fare "moderna" la scuola, così come una rondine non fa primavera. La differenza la fanno le persone, il personale della scuola, diceva l'anno scorso il dirigente dell'ITIS E. Majorana di Brindisi, Salvatore Giuliano.

Tutti noi ci stiamo preoccupando delle cose sbagliate, aggiungeva: "Non ha senso dibattere sull'adozione obbligatoria del libro elettronico nella scuola italiana, né su quella del tablet come oggetto – figuriamoci quanto sono utili i battibecchi sulla rivalità tra iPad e Android. Ciò di cui dovremmo preoccuparci è che la scuola italiana faccia davvero dei passi avanti e diventi una scuola moderna".

Aula sperimentale

Che l'approccio di Giuliano e del Majorana sia più o meno corretto lo diranno i posteri. Intanto parlano i fatti: un mese fa a Taipei (Taiwan) uno dei ragazzi del Majorana, Francesco Milizia, si è aggiudicato la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Informatica. Il preside comunque va avanti.

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Alla fine dello scorso anno scolastico ha trasformato la consegna dei diplomi in una festa che ha coinvolto le famiglie. In questi giorni, alla vigilia della riapertura delle lezioni, il Majorana si sta dotando di strumenti e suppellettili d'avanguardia, dai tablet per ogni studente agli occhiali per la visione 3D ai carrelli per sincronizzare e ricaricare i dispositivi mobili.

Diploma Day, 12 luglio 2014

Insomma, al di là delle polemiche che (anche) questo breve articolo scatenerà, un'altra scuola è possibile, e l'esempio del Majorana di Brindisi è "ingombrante", perché elimina ogni alibi. A proposito, tecnologie e suppellettili sono stati acquistati grazie ai fondi dell'Unione Europea.