Stampanti

La stampa 3D è il futuro, parola di Barack Obama

Fino a qualche anno fa il pensiero di progettare un oggetto in un luogo e produrlo qualche attimo dopo dall'altra parte del mondo era semplicemente utopistico, ma oggi è realtà grazie alle stampanti 3D. Il visionario Bre Pettis ha già venduto quindicimila MakerBot. Nel 2009 era una startup. Oggi la sua azienda di Brooklyn ha 165 dipendenti e un robusto trend di crescita.

Bre Pettis con la sua MakerBot

Nelle stampanti 3D crede molto anche Barack Obama, che nel suo ultimo Discorso sullo Stato dell'Unione, qualche giorno fa, ha dedicato un ampio passaggio a questa nuova rivoluzione industriale.

"Ci sono cose che possiamo fare, in questo momento, per accelerare questa tendenza. L'anno scorso abbiamo creato il nostro primo laboratorio di produzione innovativa a Youngstown, Ohio. Un vecchio magazzino è stato trasformato in un laboratorio in cui si lavora alla stampa 3D, che ha il potenziale per rivoluzionare il nostro modo di fare quasi tutto. La stessa cosa può accadere in altre città. Così stasera annuncio l'apertura di altri tre centri di produzione, in cui le imprese collaboreranno con i Dipartimenti della Difesa e dell'Energia per trasformare territori lasciati indietro dalla globalizzazione in centri mondiali per creare posti di lavoro high-tech. E chiedo aiuto a questo Congresso per realizzare una rete di quindici  hub e garantire che la prossima rivoluzione nella produzione sia Made in America".

Il presidente Obama ha intercettato il cambiamento. D'altronde la rivoluzione era stata ampiamente annunciata dal direttore di Wired Usa, Chris Anderson, che nel 2010 intitolò un suo saggio, "Gli atomi sono i nuovi bit", prendendo spunto dal nome di un laboratorio aperto al Mit di Boston qualche anno prima da Neil Gershenfeld, "Center for bits and atoms", luogo dove produrre quasi-qualsiasi-cosa.

Il direttore di Wired Usa ha reiterato di recente con "Makers, il ritorno dei produttori", pubblicato in Italia da Rizzoli. E, comunque, le stampanti 3D sono ospiti d'onore in questi giorni al CeBIT 2013 di Hannover, uno dei più importanti eventi mondiali dell'ICT.

Qual è il target delle stampanti tridimensionali? Professionisti che producono quantità limitate e possono quindi controllare l'intera filiera produttiva. Ingegneri, architetti, designer e progettisti che hanno bisogno di creare rapidamente prototipi delle loro idee. E poi? Le potenzialità sono infinite.

Filabot, il robot che ricicla la plastica per farne bobine da stampante 3D

I costi dei vari modelli di MakerBot sono abbordabili e partono da 1700 euro, mentre i filamenti di plastica speciale per farla funzionare costano una settantina di euro il chilo. E comunque si può risparmiare sui materiali, perché sono disponibili anche robot – molto simili a quelli da cucina – per riciclare la plastica e farne bobine da stampante. Filabot, ad esempio. Ecco cosa si può fare con una stampante 3D:

La rivoluzione annunciata da Chris Anderson è matura. "Arrivano i makers, i nuovi artigiani dell'era digitale", titolava La Stampa qualche mese fa. Barack Obama se n'è accorto. E noi?

Ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione