Software

Linux e UEFI, problemi anche con i PC di Toshiba e Lenovo

Installare Linux mette a rischio anche i notebook di Toshiba e Lenovo, non solo i prodotti Samsung come abbiamo visto ieri. Lo fa sapere Matthew Garrett, noto sviluppatore del mondo Linux, secondo cui alcuni PC Toshiba non avvieranno Linux, mentre quelli Lenovo sembrano ammettere solamente RHEL (Red Hat Enterprise Linux). In entrambi i casi i computer smettono di funzionare se si tenta d'installare una distribuzione Linux.

Secondo Garrett Toshiba avrebbe tralasciato dal database le chiavi necessarie per autorizzare i binari, e il database di firme usate per gli aggiornamenti della lista di autorizzazioni e restrizioni. "La buona notizia è che questa è una palese violazione delle linee guida Microsoft per la certificazione Windows 8, e sembra che questo abbia incoraggiato Toshiba a sistemare il BIOS. La cattiva notizia è che i computer sono ancora danneggiati e Toshiba non sembra ancora intenzionata a distribuire l'aggiornamento del firmware", ha commentato Garrett.

Per quanto riguarda Lenovo, invece, pare che non ci siano soluzioni in arrivo. Chi vuole usare Linux, quindi, almeno per ora dovrebbe tenersi lontano dai computer del produttore cinese. A meno che non si tratti di usare RHEL, una distribuzione dedicata agli ambiti professionali.

"Questo è ovviamente bizzarro. Sembra che un produttore abbia scritto codice aggiuntivo per verificare che un SO si presenti come Windows prima di autorizzarne l'avvio. Qualcuno poi deve aver verificato con RHEL scoprendo che non funzionava, ma invece di eliminare il controllo ne hanno aggiunto un altro per far funzionare RHEL", è il commento di Garret.

Insomma, si preannuncia una piccola burrasca nel mondo Linux, ma non per colpa di Secure Boot – che fino a poco tempo fa si riteneva uno dei peggiori problemi da risolvere. A quanto pare i produttori di computer stanno realizzando versioni di UEFI "creative", che danno parecchi grattacapi agli sviluppatori del software libero. Un tema che, tra l'altro, ieri ha alimentato un acceso dibattito tra chi ritiene che la colpa sia degli OEM, e chi invece punta il dito contro la comunità di sviluppatori Linux.

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Una comunità che sta ancora lavorando intensamente alla realizzazione di un "Pre Boot Loader" che, potenzialmente, potrebbe risolvere tutti i problemi in un colpo solo. I lavori sono a buon punto, e forse qualcuno vede già la luce in fondo al tunnel.