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L’iPhone potrebbe aver “vita breve”

Come ci insegna la storia recente, Apple è un'azienda che si può amare ma si può anche odiare. Di conseguenza c'è chi comprerebbe una padella da 400 dollari con una Mela disegnata sul retro e c'è chi, nonostante il grande successo dell'iPod, ha optato per prodotti quali quelli di Sandisk e Creative, anch'essi ottimi ma meno di "tendenza" rispetto al prodotto della casa di Cupertino.

L'annuncio dell'iPhone ha riproposto la medesima situazione, con utenti e addetti ai lavori che si sono divisi e l'hanno omaggiato di complimenti o di giudizi negativi. Tra quest'ultimi anche quelli del CEO di Microsoft, Steve Ballmer. Che tra concorrenti ci si critichi è una cosa vecchia quanto il mondo e, per dare spazio a un parere fuori dal coro, vi riportiamo la visione pessimistica di Bloomberg.com.

Secondo il noto sito l'iPhone non è nient'altro che un oggetto lussuoso che attrarrà pochi appassionati di gadget. L'impatto sull'industria sarà meno rilevante, tanto che aziende del settore come Motorola o Nokia non stanno certo tremando di paura.

L'iPhone combina il player multimediale iPod con un telefono mobile munito di accesso wireless a Internet per leggere le email. Tre funzionalità in un solo dispositivo, geniale no? Non per tutti.

Charles Golvin, analista di Forrester Research afferma: "L'iPhone non altererà sostanzialmente la struttura fondamentale e le sfide dell'industria mobile". Ci sono almeno tre ragioni fondamentali per cui ciò viene affermato:

la prima è che Apple è arrivata troppo tardi. L'azienda non ha inventato il PC o l'MP3, ma è stata certamente tra i pionieri dei rispettivi settori. Il mercato mobile è saturo di offerte e di grandissime aziende pronte a difendere il proprio orticello. Apple dovrà faticare e non poco per guadagnare visibilità.

In secondo luogo l'industria mobile deve fare affidamento sulla cooperazione con grandi network e la collaborazione con altre aziende non è mai stato un punto forte di Apple: se lo fosse, sarebbe diventata come Microsoft.

In terza battuta se grandi network quali Vodafone pensassero di distribuire iPhone in esclusiva, ci sarebbe una dura lotta con altri player quali Nokia o Motorola, capaci attraverso incentivi di far desistere il network a optare per il prodotto di Apple. Con uno scenario simile sarebbe difficile per l'iPhone imporsi.

In conclusione l'iPhone viene etichettato come prodotto difensivo, progettato principalmente per proteggere l'iPod, sotto attacco dai produttori mobile che stanno integrando capacità di riproduzione musicale e video nei loro prodotti. Secondo il sito un prodotto difensivo solitamente non ha molto successo, gli utenti vogliono cose nuove, non una minestra riscaldata. Inoltre non si capisce bene a che target miri Apple: l'iPhone a un prezzo e la possibilità di leggere e scrivere email che lo rendono un prodotto business, tuttavia Apple è un'azienda che mira al mercato consumer. Si mira al businessman o al teenager?

L'autore dell'articolo conclude affermando che è comunque una vergogna che l'industria del cellulare sia rappresentata da pochi network e produttori, servirebbe una fresca ventata di concorrenza. Tuttavia non sarà Apple a portarla e iPhone sarà solamente un dispositivo che farà breccia tra pochi fan, ma che non impatterà nell'industria sul lungo termine.

La disamina è senz'altro interessante e ci mette di fronte ad alcuni aspetti che potrebbero veramente tarpare le ali al nuovo prodotto di Apple.

Secondo alcune stime, l'iPhone da 4 GByte ha un prezzo produttivo di 229.85 dollari mentre quello da 8 GByte tocca i 280.83 dollari, per cui l'azienda di Jobs potrebbe guadagnarci lautamente o perderci relativamente poco. A meno che non gli venga applicato un drastico calo di prezzo in tempi molto brevi, allettando una fetta di pubblico maggiore.

Tra entusiasmi e pessimismi, una cosa è certa: chi vivrà vedrà, si dice così no?

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