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Mac OS: Flash e Java, Apple li mette alla porta?

Apple chiude a Flash e Java su desktop? È questa la voce che circola, anche se non vogliamo creare allarmismi. La casa di Cupertino ha deciso – stando alle prime testimonianze di chi ha acquistato o provato i nuovi MacBook Air – di non preinstallare Adobe Flash (una “prima” assoluta per Mac OS). 

Un segnale, secondo i teorici del complottismo, di una mossa di Apple contro il formato Flash, già messo alla porta sul sistema operativo iOS dei dispositivi mobile. È troppo presto per dire se questa speculazione abbia le gambe per stare in piedi, infatti si possono fare diverse ipotesi. La prima è che si è trattato di un errore. Se così fosse sapremo qualcosa di certo molto presto. La seconda è che Apple ha deciso semplicemente, per una volta, di seguire la politica Windows. Flash sui sistemi operativi Microsoft non è preinstallato.

La terza e più probabile è che, dato il serrato ritmo di aggiornamento del plug-in flash a causa di molteplici vulnerabilità, Apple non voglia più vendere sistemi con plug-in datati e vulnerabili. È già successo e non è stata una grande pubblicità per la casa di Cupertino.

A ogni modo, non ci resta che rimanere in attesa: se le future linee Mac saranno vendute senza plug-in, ci basterà attendere qualche dichiarazione di Steve Jobs per farci un’idea precisa.

Più concreta invece la voce su un possibile attacco alla Java Virtual Machine. Apple ha pubblicato le linee guida del Mac App Store e si legge che ogni applicazione che userà “tecnologie sconsigliate od opzionali”, come Java, sarà respinta dal negozio online. Apple ha anche scritto che non supporterà più le future versione di Java con il prossimo aggiornamento di OS X, Lion. La Java Virtual Machine (JVM) continuerà invece a essere aggiornata su Leopard e Snow Leopard.

Steve Jobs si è esposto in merito, affermando che “Sun (ora Oracle) fornisce Java per tutte le altre piattaforma. Hanno il loro ciclo di uscita che è quasi sempre differente dal nostro, quindi il Java che offriamo è sempre una versione dietro. Questo potrebbe non essere il modo migliore per farlo”. Una dichiarazione criptica, che speriamo sarà presto resa più limpida.

Insomma, dopo iOS anche Mac OS X si prefigura sempre più “controllato”. È un dato di fatto, come altrettanto certe sono le opinioni divergenti di chi osserva: meglio un ambiente controllato in nome della stabilità, sicurezza e velocità oppure un ambiente aperto a tutte le tecnologie, in grado di stimolare la competizione e il progresso? Fateci sapere che ne pensate.