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Mark Bohr, il genio dietro a tante innovazioni di Intel, si ritirerà a marzo

Intel e tutta l’industria dei semiconduttori perderanno una delle menti più geniali del settore tra pochi mesi. Mark Bohr, veterano con 40 anni di carriera nelle fila del colosso dei microchip, si ritirerà a marzo. Bohr, oltre che uno scienziato di livello assoluto, ha spesso rappresentato la faccia di Intel nelle conferenza tecniche, dove cercava di spiegare al pubblico innovazioni complesse in modo semplice.

Bohr, insieme ad altri ricercatori di Intel, lavorava nei laboratori dell’azienda nella contea di Washington, dove l’azienda mette a punto le sue tecnologie più avanzate. Bohr, attualmente 65enne, ricopre oggi il titolo di “Intel Senior Fellow, Technology and Manufacturing Group” e “Director, Process Architecture and Integration”.

Tra i progressi tecnologici che portano la sua firma troviamo l’adozione di nuovi materiali noti come “high-k metal gate“, attuato da Intel con i processori a 45 nanometri, un passaggio cruciale per migliorare prestazioni e consumi. L’high-k metal gate consiste nell’uso di un gate metallico al posto di un gate in silicio policristallino e in un dielettrico high-k in sostituzione di un dielettrico in diossido di silicio.

L’altra grande innovazione, ancora più recente, prende il nome di tri-gate transistor, o 3D transistor. Fu introdotta con i chip Intel a 22 nanometri portando un’ulteriore riduzione dei consumi ma al tempo stesso dando a Intel la possibilità di incrementare le prestazioni. Il tri-gate consiste nell’aggiungere “una terza dimensione” ai transistor tradizionali, sostituendo il gate planare bidimensionale con un’aletta tridimensionale, molto sottile, che si sviluppa in verticale dal substrato di silicio.

Si tratta di progressi che si sono poi riverberati sull’intera industria dei semiconduttori, permettendo a tutta l’industria di fare grandi passi avanti. Stando a quanto riportato da Oregon Live, quotidiano locale molto addentro alle vicende di casa Intel, Bohr ha recentemente guidato lo sviluppo del processo produttivo a 5 nanometri, in periodo in cui l’azienda si sta avvicinando con fatica alla produzione a 10 nanometri, ma si dice più positiva sui 7 nanometri.

Il ritiro di Bohr arriva in un periodo in cui Intel è ancora alla ricerca di un nuovo amministratore delegato dopo l’addio di Brian Krzanich a giugno, ufficialmente per aver violato le linee guida aziendali che impediscono ai dirigenti di avere relazioni con i dipendenti. Da allora c’è un CEO a interim, Robert Swan. A ottobre Intel ha suddiviso la sua divisione produttiva in tre parti e annunciato il ritiro di Sohail Ahmed, che la guidava dal 2016.

In una nota ai dipendenti, il vicepresidente della divisione produttiva di Intel, Peng Bai, ha espresso tutta la sua ammirazione per Bohr, ricordando come sia stato uno dei membri originali del Portland Technology Group di Intel. “Mark è stato determinante nel perseguimento da parte di Intel della legge di Moore“, ha scritto Bai. “È diventato un grande portavoce di Intel sulla tecnologia ed è ampiamente riconosciuto come un’autorità nel settore dei semiconduttori. È stato anche un meraviglioso modello e mentore per generazioni di tecnologi”.