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Mega: arrivano l’app Android e 10.000 euro per i bug

Mega Manager è il nome della prima applicazione Android (3.0 e successivi) per accedere al proprio account Mega e scaricare i file sullo smartphone. Sviluppata da terzi, quest'applicazione è al momento disponibile in versione Alpha e batte sul tempo quella ufficiale, che Kim Dotcom e i suoi hanno promesso di pubblicare "in futuro".

All'apertura dell'ormai famosissimo cyberlocker, infatti, il suo fondatore aveva fatto sapere che ci sono in programma applicazioni per usare il servizio nel migliore dei modi su PC, smartphone e tablet. Al momento infatti l'accesso a Mega è possibile solo via Web, ma grazie a Mega Manager chi usa Android potrà accedere ai propri file con lo smartphone. Kim Dotcom, d'altra parte, sta forse dando precedenza ad altre questioni. 

L'imprenditore neozelandese sta cercando di mantenere gli impegni presi anche su altri fronti, ad esempio. Recentemente ha messo una "taglia" di 10.000 euro sulle vulnerabilità del sistema crittografico: chiunque trovi una falla nelle protezioni di Mega potrà riscuotere il premio. Una prova che dovrebbe permetterci di verificare quanto vadano presi sul serio i rischi ipotizzati da alcuni esperti nelle scorse settimane. Dotcom aveva risposto subito, facendo sapere che avrebbe aperto la "caccia al bug", e così ha fatto.

La coerenza non manca nel progetto Mega, anche per quanto riguarda il principale dei suoi impegni; vale a dire evitare che diventi un servizio per la circolazione di file pirata. Come abbiamo visto nelle scorse settimane, infatti, quasi immediatamente è comparso almeno un motore di ricerca esterno per Mega, usato per scambiarsi file illeciti.

La risposta di Mega non si è fatta attendere: Kim Dotcom ha bloccato l'accesso al motore Search-Mega.me, perché il sito francese non ha una politica di rimozione per i file che violano il diritto di autore. Inoltre il motore di ricerca usava il logo di Mega e aveva una grafica che poteva indurre agli utenti a credere di trovarsi su un sito ufficialmente legato al cyberlocker. Il fondatore di Mega ha giustificato la propria azione spiegando che "i motori di ricerca di Mega devono giocare secondo le regole".

Una scelta che senz'altro infastidirà i pirati più incalliti, ma che potrebbe essere un bene per chi vuole usare Mega in modo legale. Prima della chiusura di questo servizio infatti Mega ha ricevuto centinaia di richieste di rimozione da parte dei produttori musicali e cinematografici, e ha prontamente risposto eliminando i file o bloccandone l'accesso.

File e cartelle sulle nuvole

Ben fatto? Forse, peccato che in molti casi si trattava di file completamente legali. A quanto pare infatti MPAA e RIAA avevano messo in piedi un sistema automatico che inoltrava una richiesta di rimozione per ogni file pubblicato su Mega-Search.me; a ogni richiesta, Mega rispondeva bloccando il file, senza preoccuparsi di verificare se l'operazione fosse legittima oppure no.

Una scelta perlomeno discutibile da parte di Mega, che ha preferito mettere in difficoltà utenti onesti che discutere con i detentori di copyright – che da parte loro non hanno certo agito nel migliore dei modi. D'altra parte se le forze speciali ti entrano in casa per poi portarti in carcere, con la minaccia di estradizione, probabilmente ognuno di noi farebbe il possibile per evitare che la storia si ripeta.

In ogni caso, Dotcom ci ha tenuto a specificare che i motori di ricerca che rispettano le regole sono i benvenuti. FilesTubes, per esempio, sta lavorando a un sistema che possa indicizzare i link che rimandano a Mega, postati un po' ovunque in Rete. Se Mega mantiene i propri impegni per la lotta alla pirateria e per essere un servizio legale, allora, il suo successo sarà determinato esclusivamente dalla concorrenza con Dropbox, Wuala, Skydrive, Google Drive e simili.

Tra le ragioni per scegliere Mega rispetto agli altri servizi c'è senz'altro la crittografia, che tuttavia è offerta anche da altri servizi (per esempio Wuala); il fatto che offra 50 GB di spazio con l'account gratuito è poi un altro grande punto di forza.

Quanto alle mancanze, se prendiamo come esempio il punto di riferimento del settore, vale a dire Dropbox, troviamo i seguenti vantaggi: applicazioni di sincronia per tutte le piattaforme, aggiornamenti applicati quasi istantaneamente, versioni storiche dei file, visualizzazione delle immagini online e autenticazione in due passaggi. Altri servizi, poi, permettono di modificare i documenti direttamente dal browser (Google Drive e SkyDrive).

Dropbox è probabilmente una scelta migliore per chi davvero ha bisogno di un sistema di backup e sincronia che funzioni al meglio, ma se l'obiettivo è proteggere la propria collezione di fotografie, allora probabilmente Mega ha un vantaggio determinante. Basta pensare che l'account gratuito di Dropbox si ferma a 2 GB, e per andare oltre bisogna pagare o procacciare altri utenti. Qual è il vostro servizio di backup e archiviazione online favorito?