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Memorie

Micron, risultati finanziari solidi, ma l’eccesso di memoria spaventa Wall Street

I risultati finanziari di Micron per il primo trimestre fiscale 2019. L'azienda cresce rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, ma il 2019 vedrà una generale sovrapproduzione di chip di memoria che impatterà su prezzi e ricavi.

Micron Technology, produttore di memorie statunitense, ha presentato i risultati finanziari del primo trimestre fiscale 2019, terminato il 29 novembre 2018. L’azienda ha chiuso con un fatturato di 7,91 miliardi di dollari, in crescita del 16% sullo stesso periodo dello scorso anno, ma in calo del 6% sui tre mesi precedenti. Il margine lordo si è attestato al 59%.

Sale anche l’utile netto, con un +23% a 3,29 miliardi rispetto ai 2,67 miliardi di 12 mesi fa. Nel raffronto con i tre mesi precedenti c’è invece stato un calo del 24%. L’utile operativo si è attestato a 3,75 miliardi di dollari, con un flusso di cassa operativo pari a 4,81 miliardi, superiore ai 3,64 miliardi dell’anno passato.

Abbiamo riportato un forte profitto nel primo trimestre fiscale, messo in luce da una crescita su base annua a doppia cifra del fatturato nei nostri principali mercati”, ha affermato Sanjay Mehrotra, presidente e CEO di Micron Technology.

“Malgrado le dinamiche in calo per quanto riguarda la domanda e l’offerta in questo avvicinamento al 2019, Micron è ben posizionata per fornire una sana profittabilità per tutto l’anno. Rimaniamo ottimisti sui trend di crescita a lungo termine che guidano l’industria della memoria e dell’archiviazione”.

Le vendite di memoria DRAM hanno pesato per il 68% del fatturato di Micron nel trimestre. L’incasso generato dal segmento è sceso del 9% rispetto ai tre mesi precedenti, ma è salito del 18% su base annua. Secondo l’azienda le consegne in termini di densità sono rimaste stabili, mentre è sceso il prezzo medio di vendita, con un calo nell’ordine di una singola cifra percentuale, vicina alla doppia cifra.

Il fatturato generato dalla memoria NAND flash ha pesato per il 28% sui conti di Micron, facendo segnare un +17% sull’anno scorso e un -2% sul trimestre precedente. Questo significa che a fronte di un aumento della “quantità di bit” consegnati, c’è stato un calo del prezzo medio nell’ultimo periodo.

Per quanto riguarda il futuro, Micron si aspetta che tanto il settore della DRAM quanto quelli della NAND, godranno di una sovrabbondanza di memoria rispetto all’effettiva domanda per tutto il 2019. Di conseguenza l’azienda prenderà azioni per ridurre la produzione di DRAM e NAND rispettivamente fino al 15% e al 35%, in modo da non mettere troppo in crisi i ricavi. Inoltre, Micron ha rivisto al ribasso gli investimenti in macchinari produttivi per il 2019 portandoli tra 9 e 9,5 miliardi, una riduzione di 1,25 miliardi rispetto alle intenzioni precedenti.

Risultati del primo trimestre – gli analisti si aspettavano un fatturato di 8,02 miliardi – e stime per il prossimo trimestre non hanno tuttavia convinto Wall Street, con un calo oltre l’8% nelle contrattazioni after hours. L’azienda prevede un fatturato tra 5,7 e 6,3 miliardi di dollari per il secondo trimestre fiscale, con un margine lordo tra il 50% e il 53%, mentre gli analisti stimavano 7,3 miliardi di dollari e un margine lordo del 55%.