Memorie

Micron taglia del 5% la produzione di memoria NAND e DRAM

Micron Technology taglierà del 5% la produzione sia di DRAM che di NAND flash nel corso dell’anno. L’azienda l’ha comunicato a margine dei risultati finanziari del secondo trimestre fiscale 2019, periodo in cui ha registrato un fatturato di 5,84 miliardi, in calo rispetto ai 7,35 miliardi dell’anno passato. Il produttore statunitense si è inoltre dimostrato prudente riguardo le vendite del terzo trimestre.

La frenata delle vendite degli smartphone e gli acquisti in calo da parte del settore del cloud computing stanno portando tutti i produttori di memorie (Samsung, Hynix, ecc.) a una contrazione delle vendite. Per combattere il fenomeno, Micron e le altre realtà del settore stanno riducendo la produzione per adeguarla alla domanda. In questo modo scongiurano la sovrapproduzione e cercano di mantenere margini adeguati.

L’azienda ha comunque superato le attese degli analisti in termini di fatturato e ha previsto un ritorno alla crescita nel quarto trimestre. Per il trimestre conclusosi a fine febbraio, Micron ha rilevato un calo di oltre il 20% nel prezzo medio di vendita delle memorie, “peggiore delle attese”.

Le vendite di DRAM si sono contratte del 30% rispetto al primo trimestre fiscale 2019 e del 28% rispetto all’anno passato, andando a pesare per il 64% sul fatturato complessivo. Il prezzo medio delle DRAM è sceso del 21-23% nel trimestre e le consegne hanno frenato di oltre il 10%.

Per quanto riguarda le NAND, il fatturato è sceso del 18% sul trimestre precedente e del 2% su base annua, andando a pesare per il 30% sul fatturato complessivo. Il prezzo medio è calato del 25% nel trimestre, ma le consegne sono salite tra il 5 e il 10%. Per il terzo trimestre Micron si attende un fatturato in calo rispetto al secondo trimestre di circa il 17% a 4,6/5 miliardi di dollari.

“Micron continua a lavorare adeguatamente lungo una serie di prodotti e iniziative operative e finanziarie sullo sfondo di un ambiente di mercato difficile”, ha dichiarato il presidente e CEO Sanjay Mehrotra. “Queste iniziative e la nostra attenzione alle soluzioni ad alto valore, alla competitività sul fronte dei costi e all’innovazione ci consentiranno di emergere ancora più forti man mano che l’ambiente di mercato migliorerà”.

“Le nostre previsioni di domanda per il 2019 sono state contenute, guidate da livelli di inventario più alti, dalla debolezza della domanda server da parte di diversi OEM e la carenza di CPU peggiore rispetto alle attese“, ha aggiunto Mehrotra. Il cosiddetto “shortage” delle CPU Intel sta dando noie all’intera industria da diversi mesi. Intel ha aumentato la produzione, specie di Xeon e Core di fascia alta, e qualche miglioramento si è visto. Tuttavia, come affermato dagli analisti di Digitimes Research recentemente, lo shortage potrebbe peggiorare nel secondo trimestre, specie per alcune fasce di prodotti.