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Microsoft ama l’open source, ed è ricambiata

Microsoft ama l’open source. Odiarlo è sbagliato. Da cancro, a minaccia da debellare attraverso cause per infrazioni di brevetti (Microsoft: Linux viola oltre 235 nostri brevetti!), fino a diventare un compagno inseparabile. Chi l’avrebbe mai detto? L’azienda fondata da Bill Gates e ora guidata da Steve Ballmer ha cambiato completamente strategia negli ultimi anni. Jean Paoli, general manager del team che si occupa d’interoperabilità in casa Microsoft (e co-creatore della specifica XML), sta cercando di tessere le fila per un nuovo rapporto d’amore tra le due comunità. Il passato non gioca a suo favore.

“Amiamo l’open source. Abbiamo lavorato per lungo tempo con l’open source”, ha affermato Paoli. Secondo il manager la diffidenza di Microsoft nei confronti dell’open source – Linux in particolare – è una cosa superata e l’azienda ha capito di aver sbagliato.

Paoli si sta occupando di un’iniziativa Microsoft, volta a promuovere l’interoperabilità tra gli elementi chiave delle reti cloud. Trasportabilità dei dati, uso di tecnologie standard e migrazione sono i punti principali. 

L’amore di Microsoft per l’open source non nasce per sfizio, ma per necessità. I clienti dell’azienda usano un insieme di tecnologie proprietarie e open source. “Il mondo dell’IT è misto. Molti clienti, se non la maggioranza con cui ho parlato, usano Oracle e Red Hat, Microsoft e IBM, VMware e Google, etc. […] In molti, molti casi si ha a che fare con software commerciale e open source”.

Microsoft ha reso disponibili alcune tecnologie sotto licenza open Microsoft Public License. L’azienda ha inoltre realizzato del codice sorgente (sotto licenza GPL) per il kernel Linux, in modo che qualsiasi distribuzione possa lavorare su Windows Server 2008 e con la tecnologia hypervisor Hyper-V.

Dopo aver rilasciato il codice, il capo del progetto driver di Linux Greg Kroah-Hartman si è lamentato pubblicamente di Microsoft. “Gli sviluppatori sembrano spariti e nessuno risponde alle mie e-mail”.

Il rapporto è stato subito ricucito e ora secondo Kroah-Hartman tutto fila a gonfie vele. “Il codice è nel kernel principale, Microsoft sta continuando a inviare patch per risolvere problemi e alcune nuove caratteristiche sono state sviluppate con il contributo di altri sviluppatori. Sono state create diverse patch dalla comunità per risolvere alcuni dei problemi più semplici del codice”.

Non tutti però sono pronti ad aprire le braccia al nemico giurato, secondo Kroah-Hartman. “Bisogna fare attenzione quando si parla di comunità open source. C’è un gruppo nutrito che opera indipendentemente e ha la propria visione e obiettivi. Io possono rappresentare la mia idea come membro del team al lavoro sul kernel Linux e come sviluppatore che crea differenti distribuzioni. Da questo punto di vista è bello vedere Microsoft far parte del team che sviluppa il kernel Linux. Sono sensibili ai bug riportati da utenti e altri sviluppatori e interagiscono abbastanza bene, rendendo le relazioni molto buone dal mio punto di vista. Tuttavia capisco che questa è una relazione tra individui, non tra aziende. Una delle cose migliori che trovo nello sviluppo open source e che le aziende non sono coinvolte, è tutta una questione di relazioni personali”.

Secondo Matt Asay, direttore di Canonical (che lavora su Ubuntu), Microsoft sta solo sguazzando nell’open source. Per ora l’azienda ha solo bagnato i piedi, ma dovrebbe tuffarsi (di testa). Asay suggerisce a Microsoft di fare un passo più grande, senza rimpiazzare Windows con il Pinguino, ma “acquisendo il business SUSE Linux di Novell e indirizzandolo completamente sul mobile“. Asay vuole disfarsi facilmente di un concorrente?

“L’open source offre all’azienda un modo per mantenere in vita i business miliardi di Windows e Office, mentre traccia il cammino verso i prossimi business da uno o più miliardi di dollari. È una grande scommessa, ma visti i fallimenti di Kin e Zune, è tempo per Microsoft di prendersi un rischio maggiore con l’open source”, ha terminato Asay.

Non è chiaro cosa farà Microsoft in futuro, ma sembra che la lotta con l’open sia ormai una questione del passato. “La battaglia è alle spalle“, ha affermato Mitch Kapor, fondatore di Lotus Software, Electronic Frontier Foundation, Open Source Applications Foundation e coinvolto nella creazione della Mozilla Foundation.

Secondo molti osservatori Microsoft potrebbe migliorare la propria reputazione nel mondo open grazie ai passi falsi di Oracle che sta chiudendo il progetto OpenSolaris e ha denunciato Google per l’uso di Java (Oracle denuncia Google per Java, Big G non ci sta). L’ultima mossa in particolare, sebbene sia un attacco diretto a Google, è stata vista da molti come un attacco diretto alla comunità open source. Microsoft potrebbe giocare proprio sugli umori della comunità per stringere un rapporto migliore, qualcosa che solo qualche anno fa pareva fantascienza allo stato puro.