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Microsoft e AMD risolvono i problemi di prestazioni su Windows 11 con questi aggiornamenti

Finalmente, Microsoft e AMD hanno rilasciato due aggiornamenti, dedicati rispettivamente a Windows 11 e ai driver del chipset, che dovrebbero risolvere i problemi di latenza della cache L3 dei processori AMD Ryzen, che causavano un calo delle prestazioni sui PC con CPU AMD e sistema operativo Windows 11. I due bug colpivano tutti i processori AMD Ryzen compatibili con Windows 11 e basati su architettura Zen+, Zen 2 e Zen 3, ossia tutte le generazioni Ryzen dalla 2000 alla 5000, oltre ad alcuni chip AMD Epyc e Athlon più recenti.

I bug che causavano i problemi erano due e uno è stato risolto da AMD, l’altro da Microsoft. Il fix rilasciato da AMD si trova all’interno dei nuovi driver del chipset, disponibili al download a questo indirizzo, e sistema i problemi relativi al driver UEFI CPPC2. La patch pubblicata da Microsoft risolve invece i problemi legati alla latenza della cache L3 e al bandwidth.

Questo significa che, per ottenere di nuovo le massime prestazioni dal vostro computer, dovrete installare entrambi gli update. Il bug del driver UEFI CPPC2 (che sta per “Collaborative Power and Performance Control 2”) causava malfunzionamenti alla tecnologia di AMD che si occupa di spostare i carichi più leggeri sui core più veloci del processore, portando a un peggioramento delle prestazioni soprattutto nei software che sfruttano pochi thread. Stando a quanto dichiarato da AMD, il problema era maggiormente visibile nelle CPU con più di 8 core e un TDP superiore ai 65W, tuttavia con l’aggiornamento dei driver del chipset rilasciato oggi, potrete tornare a dormire sonni tranquilli anche se siete in possesso di un processore con queste caratteristiche.

L’aggiornamento di Windows che risolve i problemi di latenza e bandwidth è invece identificato dal codice KB5006746 e porta la versione di Windows 11 alla build 22000.282. Il problema, secondo i test di Tom’s Hardware US, poteva causare un aumento della latenza fino a sei volte rispetto a quella registrata con Windows 10, inoltre il bandwidth risultava fino a dodici volte superiore con il vecchio sistema operativo. Secondo quanto riportato da AMD, questo poteva causare un callo delle prestazioni fino al 15% in alcuni giochi eSport e del 3-5% in altre applicazioni. I test dei colleghi americani non hanno riportato particolari variazioni nelle prestazioni in gioco, ma è comunque un bene che il problema sia stato risolto abbastanza rapidamente.