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Microsoft “Modern OS” contro il logorio della vita moderna

“Modern OS” è il fantasma concettuale di Microsoft che aleggia in queste ore al Computex di Taipei. Ne ha parlato ieri Nick Parker, Corporate Vice President, Consumer & Device Sales, scatenando un’ondata di supposizioni e interpretazioni sul futuro di Windows 10. Che vuol dire “Modern OS” riferendosi a un sistema operativo? In Italia fa tanto “contro il logorio della vita moderna” di una storica campagna pubblicitaria dedicata a un liquore a base di carciofi. Ma a Redmond devono aver pensato che fornire coordinate generiche avrebbe fatto buon gioco alla strategia di comunicazione.

Sul blog ufficiale infatti si parla dell’esigenza di un “sistema operativo moderno” che consenta a PC e dispositivi innovativi – come quelli presentati al Computex – un nuovo tipo di esperienza umano-centrica. Per la cronaca di “centralità dell’uomo” rispetto alle macchine se ne parla da più di 50 anni. Ad ogni modo Microsoft ha aperto le gelosie sul futuro, ma non le finestre. Possiamo intuire su cosa stiano lavorando ma non che cosa realmente abbiano già realizzato.

Ecco quindi un “Modern OS” con aggiornamenti software continui e in backgroud: “l’esperienza di aggiornamento è deterministica, affidabile e immediata senza interruzioni!”, scrive. “Un OS moderno, è anche sicuro per impostazione predefinita, lo stato è separato dal sistema operativo; il calcolo è separato dalle applicazioni; questo protegge l’utente da attacchi malevoli in tutto il ciclo di vita del dispositivo”.

Ovviamente sul fronte della connettività vi è un riferimento esplicito al Wi-Fi ma anche a LTE e 5G che semplicemente “funzioneranno” sollevando l’utente dalla preoccupazione di aree prive di segnale.

“Tutti i dispositivi degli utenti sono consapevoli e collegati tra loro. Un sistema operativo moderno offre prestazioni sostenute, dal momento in cui un utente preleva il proprio dispositivo – tutto è pronto per partire – senza doversi preoccupare della prossima volta che il PC deve essere ricaricato”, prosegue Microsoft.

Oltre le cosiddette “esigenze di base” l’azienda parla della potenza di elaborazione del cloud e anche dell’intelligenza artificiale perché un “OS moderno è consapevole di ciò che un utente sta facendo domani e lo aiuta a farlo, e migliora le applicazioni rendendole più intelligenti”.

Insomma, tanto processing ma anche superiori capacità di interazione grazie a penne, voce tatto e sguardo. “Qualsiasi metodo di input che un utente desideri utilizzare funziona altrettanto bene come la tastiera e il mouse”, sottolinea Microsoft. “Infine, un sistema operativo moderno offre l’ultima agilità del fattore di forma. Un sistema operativo moderno ha il giusto supporto per i sensori e la consapevolezza della postura per consentire un ampliamento dei fattori di forma e applicazioni innovative”.

Infine il riferimento conclusivo è ai partner industriali che lavorano in settori diversi. Ad esempio servizi di riconoscimento cognitivo che agevolano il tagging delle foto, il mirroring che consente via PC di interagire con lo smartphone, etc.