Software

Microsoft multata per infrazione dei brevetti

Microsoft è stata multata, per un totale di 388 milioni di dollari, per la violazione di un brevetto. L'azienda, infatti, avrebbe sfruttato una tecnologia di protezione del software sviluppata da Uniloc, un'azienda che sviluppa applicazioni antipirateria, che poi vende a diversi clienti, in particolare i produttori di videogiochi.

Stiamo parlando della tecnologia Windows Product Activation, WPA, che molti di voi certamente conoscono. La battaglia legale in corso va avanti dal 2003, anno in cui Uniloc presentò la sua denuncia, per proteggere l'algoritmo che aveva creato, che permette di generare un codice unico per proteggere un software. Il brevetto fu depositato nel 1992.


Cambierà il sistema di certificazione di MS?

Microsoft, tramite il suo studio legale, si è detta contrariata dalla decisione della Corte Federale del Texas. Ritiene il brevetto Uniloc non valido, e che i danni richiesti non abbiano nessuna giustificazione concreta.

Non è la prima volta, tuttavia, che Microsoft si vede costretta a pagare per la tecnologia WPA. Era già successo nel 2004, quando dovette versare 115 milioni di dollari a Z4 Technologies, ai quali se ne aggiunsero altri 25 per aver contestato la sentenza senza ragioni.

Cifre del tutto sostanziose, anche per un colosso come Microsoft. Viene da chiedersi se non fosse stato più conveniente pagare subito il dovuto alle aziende detentrici del brevetto, dando per scontati che entrambi gli uffici legali erano in grado di prevedere come sarebbe andata a finire.


Non passa giorno senza che ci sia una denuncia per la violazione di qualche brevetto.

La multa in questione, secondo il NYT, è la quinta nella storia della violazione dei brevetti, per ammontare. Quella riconosciuta a Z4 Technologies, all'epoca, era la seconda.  

Forse per evitare situazioni simili, Microsoft è entrata a far parte delle aziende che sostengono la nuova legge sui brevetti, introdotta dal governo Obama. Tra le novità introdotte ci sarebbe, appunto, una sostanziale modifica del calcolo dei danni in caso d'infrazione, che andrebbe, finalmente, verso una cifra più realistica, e slegata dal concetto di potenzialità.

Che Microsoft sia, come altre aziende, stanca di pagare avvocati in assurde cause sui brevetti, lo dimostra anche la recente diatriba che l'ha vista protagonista, insieme a TomTom, e che si è risolta con una trattativa diretta tra le due aziende.