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Microsoft svela la “unified communications”

Pagina 1: Microsoft svela la “unified communications”

L’ombra di Microsoft ormai incombe sul settore comunicazioni business. Durante l’Unified Communications Day di San Francisco, svoltosi lo scorso 26 giugno, è stato presentato il suo nuovo grande piano di sviluppo che accenderà ulteriormente la competizione e tenterà di mettere una seria ipoteca sul segmento della comunicazione business integrata. Un’area di sviluppo che comprende il VoIP, l’instant messaging, mailing e telefonia mobile. Il piano è ambizioso, ma le risorse in campo sono molteplici. La base di partenza sarà rappresentata da Microsoft Office Communications Server, previsto per il 2007. Si tratta di una piattaforma rinnovata, che promette la disponibilità di numerose innovative funzioni e un livello di usabilità mai raggiunto in passato. I tecnici di Redmond hanno tentato di spostare i confini dell’interazione, rendendo di fatto l’applicativo compatibile con ogni tipo di soluzione per la comunicazione, sia essa hardware o software.

Gli utenti potranno così disporre di un “sistema” di gestione dei dati, provenienti dal calendario, dal mailing e dall’instant messaging, in sinergia con il VoIP di Cisco Systems e i dispositivi mobili di Motorola. Senza contare la funzione integrata di video-conferenza, con supporto per prodotti del calibro di Polycom.     

Microsoft ha definito il suo progetto come “unified communications”, ovvero una piattaforma unificata per il business che nel tempo si arricchirà di nuovi partner per completare l’offerta di comunicazione. “Abbiamo un’alleanza piuttosto consolidata con Microsoft, e sapevamo di questa iniziativa”, ha confermato Barry O’Sullivan, vice-presidente del dipartimento IP di Cisco. “Ci sono molte aree dove ci doppiamo, ma la maggior parte del lavoro che facciamo è complementar”.

Secondo gli esperti, però, i partner Microsoft dovranno mantenere alta l’attenzione, per non rischiare che anche il segmento comunicazione si trasformi in un dominio come quello PC. Certamente è ancora presto per queste preoccupazioni, tanto più che per dare sostengo ad una tale vision vi è l’esigenza di almeno una killer application – al momento ancora da individuare.