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Mingda D2, stampante 3D FDM a poco più di 250 euro | Recensione

Stiamo recensendo varie stampanti 3D negli ultimi mesi, soprattutto i nuovi modelli a resina dotati di schermi LCD monocromatici, in grado di offrire alta precisione a prezzo contenuto. Tuttavia le stampanti FDM sono ancora la scelta migliore per chi si avvicina al mondo della stampa 3D, soprattutto per la facilità d’uso. Quello che vi proponiamo in questo articolo è il primo modello di Mingda, un produttore cinese che sta cercando di farsi strada nell’affollato mercato delle stampanti 3D a costo ridotto.

Il modello D2 ha un approccio classico, ma offre alcune caratteristiche interessanti come il display LCD a colori, il piatto riscaldato e nella confezione è già incluso il tappetino di stampa magnetico, che si può rimuovere e piegare per staccare facilmente i modelli 3D.

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Ricevete questa stampante semi-assemblata, e tutto quello che dovrete fare è collegare l’estrusore al supporto, e poi alla base. Tuttavia le istruzioni fornite sono scarse; chi ha già esperienza non avrà alcun problema a portare a termine l’installazione, mentre se è la vostra prima stampante potreste avere qualche difficoltà in più, e quindi impiegarci più del dovuto.

Il piano di stampa ha dimensioni di 23 x 23 cm, per un’altezza di 26 cm. Possiamo quindi considerarla un medio formato in quanto a volume di stampa. Tra le caratteristiche accessorie, oltre a quelle indicate a inizio articolo, aggiungiamo anche un sensore che controlla la presenza del filamento che permette di mettere in pausa la stampa nel caso in cui finisca e un LED che illumina l’area di stampa (dalla dubbia utilità). Non manca una presa USB, per la connessione a un PC e un lettore di schede SD, in formato standard (non micro) in cui includere i progetti da stampare.

Le caratteristiche di stampa sono comparabili a quelle di altri modelli nella fascia di prezzo, e cioè una velocità tra 20 e 60 mm/s e una precisione di 0,1 mm. Stampa tutti i materiali più comuni, come PLA, ABS e varianti. È possibile configurarla facilmente negli slicer più comuni (Cura, Simplify3D, etc).

Tutto è controllabile dallo schermo LCD touchscreen da 3.5”. Il software ha una grafica curata e vari elementi di controllo, ma non possiamo dire che sia il più intuitivo che abbiamo provato. Tuttavia dopo alcune prove è piacevole avere sotto controllo i molti parametri disponibili, opportunità non offerta da tutti i modelli. L’avvio della stampa richiede unicamente di selezionare il file, mentre successivamente è possibile intervenire sulla temperatura della base o dell’estrusore (anche durante la stampa), della velocità di stampa e dell’estrusione del filamento, agire sul babystep per risolvere potenziali problemi durante la stampa, o aumentare la potenza delle ventole di raffreddamento. In altre parole, è possibile avere un controllo minuzioso sui singoli parametri per intervenire durante la fase di stampa. In fase di configurazione è invece possibile muovere distintamente ogni asse, avviare la procedura automatica di caricamento o rimozione del filamento.

Dopo il montaggio dovrete unicamente regolare il piano di stampa (tramite quattro viti con molle) e, nel nostro caso, anche il fine corsa dell’asse verticale. Tutto avviene in maniera molto semplice e la procedura è spiegata bene nel manuale, a portata anche dei neofiti.

Prova di stampa

Abbiamo stampato la solita 3D Benchy come test qualitativo, di cui vi mettiamo diverse immagini qui sotto. La qualità generale è buona per una stampante di questa fascia (e paragonabile ad altri modelli), seppur non perfetta. Diversi difetti che riscontriamo possono essere limitati con un’ottimizzazione dei parametri di stampa. Il modello che vedete è stato ottenuto con le impostazioni base dello slicer utilizzato (Cura), senza alcun tipo di intervento.

Da dire che i motori utilizzati per gli spostamenti dell’asse sono molto silenziosi, cosa che tuttavia non si può dire per la ventola di raffreddamento. È un peccato che l’azienda non abbia investito un po’ di più per una ventola o soluzione di raffreddamento superiore, poiché avrebbe potuto raggiungere risultati ergonomici certamente migliori.

Verdetto

La Mingda D2 è una stampante in grado di offrire un buona qualità di stampa, considerando la fascia di appartenenza. Non è eccelsa, quindi non è probabilmente il modello che consiglieremmo a chi vuole realizzare modelli perfetti, ma va benissimo per chi si avvicina a questo mondo o come seconda stampante.

Apprezzabile il touchscreen con vari comandi aggiuntivi e la presenza di un lettore di schede Micro SD a dimensioni standard. Buona la scelta dei motori, molto silenziosi, dell’estrusore diretto che permette più libertà nella scelta del materiale di stampa, e la presenza della base di stampa magnetic. Peccato per la ventola un po’ troppo rumorosa.

Mingda D2


Mingda D2 è una stampante 3D in grado di offrire una buona qualità di stampa (considerando il prezzo), con motori silenziosi, estrusore diretto e un bel LCD touchscreen a colori. Si offre come una buona alternativa per chi si avvicina a questo mondo, non vuole spendere molto ma vuole una stampante flessibile e completa, o come seconda stampante.

Pro

  • Base riscaldata
  • Estrusore diretto
  • Base di stampa magnetica
  • LCD a colori e con diversi comandi
  • Pre-assemblata

Contro

  • Comandi poco intuitivi
  • Ventola rumorosa