Software

Mining a sbafo, 500 milioni di vittime nel mondo

Sono circa mezzo miliardo le persone colpite dal mining illecito, vale a dire da quei siti web che usano il computer dei visitatori per minare criptovalute come Bitcoin e simili. L'argomento è quello passato agli onori della cronaca qualche settimana fa con The Pirate Bay, ma successivamente abbiamo visto come siano molti i siti nel mondo a fare la stessa cosa.

Ebbene, secondo AdGuard sono circa 500 milioni le persone in tutto il mondo colpite da questa pratica. Un problema che costa vero denaro alle vittime, perché il computer consuma più energia e di conseguenza aumenta la bolletta elettrica. Secondo l'azienda, che sviluppa strumenti per il blocco di pubblicità e script, ci sono anche diversi tra i siti più importanti del mondo: 220 sui primi 100mila, per la precisione.

crypto mining fever[1]

AdGuard ha individuato almeno tre cloni di Coinhive, lo script di cui vi abbiamo parlato nei precedenti articoli, e stima che in tre settimane i siti in questione abbiano incassato circa 43.000 dollari in totale. Non sembra una gran cifra, ma sono le prime tre settimane da quando il fenomeno è diventato virale; il numero, dunque, potrebbe aumentare.

Gli incassi non vanno necessariamente al sito principale: se visitando sitotizio.com incappo in un miner, infatti, è possibile che si tratti di un servizio esterno di cui, forse, gli amministratori non sono nemmeno consapevoli. In diversi casi, tuttavia, si ritiene che ci sia del dolo come accade con il citato The Pirate Bay.

Buona parte dei siti incriminati, in ogni caso, sono di quelli che offrono servizi illeciti o ai limiti della legalità, come lo streaming o il download di contenuti protetti da copyright. Fortunatamente proteggersi è abbastanza semplice, perché ormai buona parte degli antivirus offrono protezione specifica e ci sono diverse estensioni per browser specializzate.

crypto categories[1]

È sicuramente impressionante, in ogni caso, che con una soluzione tanto semplice questo o quel sito sia in grado effettivamente di generare introiti relativamente grandi. Così com'è interessante un altro fatto: leggendo le discussioni sull'argomento, risulta chiaro che moltissimi internauti sarebbero anche disposti a pagare qualche centesimo in più sulla bolletta in cambio di siti senza pubblicità.

Meanwhile in Russia…

Sarebbe uno dei molti potenziali usi delle criptomonete. Come abbiamo avuto modo di dire diverse volte, le crypto offrono molti aspetti interessanti, e alcuni governi nazionali stanno cominciando ad accorgersene. Tra questi c'è quello di Vladimir Putin.

A quanto pare, infatti, il presidente russo avrebbe detto – durante un meeting a porte chiuse – che presto il Paese avrà una criptomoneta nazionale. Un "cryptorublo" che sarà gestito e controllato dallo stesso Stato, effettivamente in antitesi con il concetto stesso di valuta decentralizzata.

Kremlin from Bolshoy kamenny bridge[1]

"Credo che la regione per usare il cryptorublo sia una e semplice", avrebbe affermato il ministro Nikolay Nikiforov. "Se non lo facciamo, entro due mesi lo faranno i nostri vicini della Comunità economica eurasiatica".

Le informazioni sono scarse e variegate, ma pare che il cryptorublo non si potrà minare, il che è compatibile con una moneta battuta dallo Stato. Si potrà cambiare in valuta fiat, ma se il proprietario non potrà chiarire l'origine dei suoi cryptorubli, sarà applicata una tassa del 13%.

Ammesso che la Russia porterà davvero avanti questo progetto, non significa che il paese diventerà una sorta di paradiso delle crypto. Al contrario, di recente sono state prese alcune misure che vanno proprio nella direzione contraria – e che nel tempo aiuteranno il cryptorublo ad affermarsi.