Schede madre

MSI X399 Gaming Pro Carbon AC, incontro ravvicinato

La MSI X399 Gaming Pro Carbon AC è una scheda madre di fascia alta compatibile con tutte le CPU Ryzen Threadripper di AMD, grazie al socket TR4. Parliamo quindi della prima e seconda generazione di Ryzen Threadripper, con processori che vanno da 8 fino a 32 core, per un’offerta rivolta anzitutto a chi vuole crearsi una workstation potente.

In questo articolo diamo uno sguardo alla scheda e vi proponiamo qualche test. Per le foto abbiamo usato un Threadripper 2920X, mentre per i test un più modesto ma comunque valido Ryzen Threadripper 1950X. Purtroppo non avevamo altre X399 per fare un confronto, per cui siamo consapevoli che i test non sono d’immediata consultazione, tuttavia abbiamo usato una piattaforma identica a quella dei nostri colleghi di Tom’s Hardware USA, quindi potete fare un confronto con le X399 testate da loro.

La MSI X399 Gaming Pro Carbon AC si presenta con un bundle molto nutrito, con diversi cavi all’interno di un sacchetto in tela. C’è un CD dei driver, la solita documentazione e la guida all’installazione rapida e delle etichette per i cavi SATA. C’è anche un bridge HB SLI per mettere in parallelo due schede Nvidia, uno splitter per estendere il cavo RGB, viti di montaggio, un’estensione dell’USB, un badge per il case e molto altro, tra cui coperture intercambiabili per le diverse piastre parti in fibra di carbonio sulla scheda.

Tra le cose più interessanti c’è tuttavia una scheda PCIe che ospita un modulo Intel Dual Band Wireless-AC 8265 WiFi, accompagnato dalle relative antenne. Questa soluzione occupa un solo slot PCIe x1 sulla scheda e un connettore USB 2.0. Vi suggeriamo d’inserirlo nel PCIe x1 più basso (potete usarlo su qualsiasi computer). Per le memorie sono presenti otto slot DDR4 che supportano fino a 3666 MHz in OC.

Non fatevi ingannare dagli slot PCI Express di colore argento, non tutti sono di tipo 3.0 x16. Il primo e il terzo sono effettivamente x16, mentre il secondo e quarto sono collegati come x8, quindi parliamo di una configurazione x16/x8/x16/x8. Ci sono inoltre due slot PCIe 2.0 x1 connessi al chipset per eventuali schede di cattura o soluzioni di rete.

Un’altra ottima caratteristica di questa scheda madre è rappresentata dai tre slot M.2 PCIe 3.0 x4 con copertura M.Shield che dovrebbero migliorare il raffreddamento dell’SSD, o quantomeno impreziosire l’estetica. Sulla scheda madre ci sono sei connettori per le ventole (soluzioni ibride PWM/DC), configurabili da UEFI o Windows per funzionare in entrambe le modalità e fare riferimento a diversi sensori di temperatura per le loro curve PWM.

Nel pannello posteriore di I/O troviamo una porta PS/2 combo per tastiera e mouse, un pulsante clear CMOS, uno BIOS Flashback, due USB 2.0, otto USB 3.0, una USB 3.1 type-A, una USB 3.1 type-C, una porta di rete Gigabit Ethernet (gestita da un controller Intel i211AT) e uscite audio 7.1 placcate nickel con uscita S/PDIF. La soluzione Audio Boost sulla Gaming Pro usa la tecnologia Nahimic 2+, che secondo l’azienda fornisce un migliore rapporto segnale rumore e amplificazione.

Sei delle otto porte SATA 6 Gbps sono angolate e così anche i due connettori USB 3.0 interni. Le rimanenti SATA 6 Gbps poste sotto l’ATX 24 pin sono verticali. Sono presenti anche due connettori a 8 pin sulla scheda madre e un PCI Express 6 pin per dare ulteriore energia agli slot PCI Express.

MSI ha inserito anche una manopola per passare tra i preset di OC e non mancano un header LED RGB e uno RGB digitale.

Alimentazione

Il VRM per la CPU vCore è composto da 10 fasi, con MSI che ha deciso di aumentare gli stadi e ridurre il numero di fasi vere per favorire la diffusione del calore tra i componenti. Il controller PWM IR35201 totalmente digitale accoppia 5 fasi a raddoppiatori che poi fanno uscire due power stage.

Queste sono International Rectifiers IR3555, e si tratta di power stage completamente integrate da 60A. Il VRM SoC è composto di tre IR3555 60A PowIRstage, controllate da un controller PWM digitale IR35204. I VRM per la memoria usano un controller PWM digitale Primarion, il PV4210. Le power stage sono costituite da due Texas Instruments CSD87350Q NexFET dual N-channel 40A.

Per l’audio troviamo un codec Realtek ALC1220 con uscita 120dB su un canale amplificato. MSI aggiunge un operational amplifier Texas Instruments OP1652 per le cuffie frontali e condensatori audio Gold di Nippon-Chemicon e poi divide il PCB dal resto della motherboard per migliorare la qualità. Da rilevare che sulla scheda madre abbondano i controller di ASMedia per la gestione delle porte USB e sono presenti anche due generatori di clock usati per facilitare l’OC del base clock.

Firmware

La scheda madre si avvia in EZ Mode di default, permettendo di vedere in colpo d’occhio la salute del sistema, la configurazione e l’ordine di avvio. Il BIOS della scheda madre è completo, come da tradizione di MSI. Per quanto concerne il menu dell’overclock, abbiamo un regolatore delle prestazioni (Performance Regulator) che consente specifiche modifiche al firmware per migliorare le prestazioni con vari benchmark. Di base è disabilitato.

La scheda madre ha una manopola Game Boost e all’interno del menu di OC possiamo passare dal controllo BIOS a quello fisico. Ciò è modificabile nel quadrante sinistro superiore dello schermo pigiando il tasto centrale e poi selezionando la modalità numerica corretta, se necessario. Fortunatamente, il menu di aiuto di questa caratteristica è ben documentato e le impostazioni sembrano realistiche, diversamente da opzioni simili di altri produttori. Un overclock di default di 400 MHz è completamente fattibile con il 1950X, basta essere cauti con la tensione. Il menu Hardware Monitor restituisce letture per quanto riguarda la tensione di sistema, la velocità della ventola e alcuni sensori di temperatura.

Prestazioni

Processore AMD Ryzen Threadripper 1950X
Dissipatore Fractal Design Celsius S36
RAM G.Skill Flare X (2x 8GB)
Scheda video Gigabyte GeForce GTX 1080 G1 Gaming 8GB GDDR5X
SSD TOSHIBA OCZ-RD400 M.2 (256GB)
Alimentatore Antec High Current Pro 1200

La presenza di due die attivi all’interno di un processore Threadripper, in un mondo in cui ancora non tutti i software e i giochi sfruttano a dovere le CPU multi-core, ha posto un nuovo insieme di sfide per AMD. Per far sì che le CPU si comportino adeguatamente in ogni occasione, senza finire “schiacciate” dalla troppa latenza, l’azienda ha creato due modalità che influenzano il modo in cui opera il processore chiamate Creator e Game.

Senza entrare troppo nel tecnico, la modalità Creator espone tutti e 16 core / 32 thread della CPU, lasciando il sistema operativo in modalità di accesso alla memoria distribuito. Questa modalità serve per avere le massime prestazioni con i software parallelizzati. La modalità Game taglia la metà dei thread tramite la modalità di compatibilità e riduce la latenza di memoria e die-to-die con accesso di memoria locale. Questa modalità è pensata per avere le massime prestazioni con i giochi o i software che sfruttano meno thread.

Il passaggio da Creator a Game e viceversa si fa tramite Ryzen Master. Di seguito ecco i test svolti sulla scheda madre:

Consumi temperatura e OC

Consumi e temperature si sono dimostrati nella media delle altre soluzioni X399, mentre per quanto riguarda l’overclock, il nostro sample si è spinto fino a 3975 MHz con una tensione di 1,2875V.

Con temperature ragionevoli e portando la tensione fino a 1,2875 V abbiamo raggiunto 3975 MHz, con 4000 MHz raggiungibili ma solo per periodi di tempo ridotti. La scheda madre non ha mostrato problemi nel gestire le memorie al profilo XMP più alto disponibile, avviandosi anche a 3333 MHz.

Tiriamo le somme

La MSI X399 Gaming Pro Carbon AC è una scheda madre ben congegnata, con un’alimentazione sufficiente a gestire le necessità della prima e seconda generazione di Threadripper fino a 16 core. Non l’abbiamo messa alla prova con le proposte a 24 e 32 core, perciò non possiamo esprimere un giudizio in tal senso – anche se l’azienda ha creato la MEG Creation per quelle CPU.

Un bundle ampio, la personalizzazione, la connettività Wi-Fi e altre caratteristiche i tre slot PCIe 3.0 x4 per SSD M.2 NVMe la rendono un prodotto davvero interessante per chi vuole crearsi una workstation valida, anche per giocare di tanto in tanto, e non vuole spendere per la schede madre oltre i 400 euro. Tenete presente che le motherboard X399 partono da circa 300 euro.

Il prezzo di circa 380 euro è leggermente alto, ma bisogna anche dire che attualmente è disponibile solo su Amazon, quindi non c’è molta scelta in tal senso. La scheda offre un BIOS completo, anche per l’overclock e supporta bene le memorie a frequenze elevate. Forse come unico neo manca il supporto Ethernet 5/10 Gbps, che la rendere davvero a prova di futuro per tutti. Per molti però non rappresenta un problema, quindi se state cercando una motherboard per i Threadripper prendetela in seria considerazione.