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Netflix, dal noleggio dei DVD allo streaming online

Pagina 1: Netflix, dal noleggio dei DVD allo streaming online

Netflix è un marchio molto conosciuto negli Stati Uniti perché, fondamentalmente, è uno dei maggiori azionisti del couch-potato. Dal lontano 1998, infatti, ha messo su un monumentale servizio di noleggio film che sfrutta il – funzionante – sistema postale nazionale. In pratica sottoscrivendo un abbonamento mensile come quello da 17,99 dollari o da 9,99 dollari si possono noleggiare rispettivamente 3 o 1 DVD alla volta. Ricevuti a casa si possono tenere quanto si vuole e poi procedere con la consegna via posta pre-affrancata. Non vi è un limite di noleggi mensili, bisogna solo rispettare il numero massimo di ordini contemporanei. Insomma, una grandissima comodità che in meno di dieci anni ha convinto milioni di statunitensi: attualmente gli abbonati sono più di 6,3 milioni.

Netflix, ovviamente, nel tempo è stato dato per morto più volte. Come nel 2002, quando i magazzini Wal-Mart hanno deciso di buttarsi sullo stesso business, per poi affiliarsi con l’avversario dopo neanche tre anni di insuccesso.

È un po’ come se si portasse addosso qualcosa di fastidioso: forse quell’idea apparentemente balzana di affidarsi alla Posta invece che ad una rete capillare di negozi. Netflix, in un certo senso, mette in discussione l’aura tecnologica che avvolge il mondo digitale. Un po’ come se domani inventassero la corriera che trasporta e distribuisce gli MP3.

"Siamo abituati a questo", ha dichiarato Reed Hastings, CEO di Netflix. "Dato che il DVD non sarà eterno, la gente si domanda quale sarà la nostra prossima mossa". Giusto, come bissare quel miliardo di dollari di introito raggiunto nel 2006, che vale praticamente il 12% dell’intero mercato del noleggio statunitense?