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Nextdoor, aiutiamoci a migliorare il posto in cui viviamo

Nextdoor è un social network di nuova concezione, progettato e sviluppato per creare contatti con le persone che stanno davvero intorno a noi, vale a dire i vicini di casa. Nato alcuni anni fa negli Stati Uniti, dove ha ormai una diffusione capillare, il servizio sbarca ora in Italia con già 30mila utenti registrati e attivi.

L'obiettivo dichiarato è quello di "permettere ai vicini di casa di creare community locali per migliorare la vita dei quartieri e renderli più sicuri". Per farlo, l'app crea delle piccole comunità equivalenti ai singoli quartieri, e attiva servizi di comunicazione tra i membri.

Tutti vogliono sentirsi più connessi con il luogo in cui vivono

Nirav Tolia

Diventa così più semplice farsi prestare un trapano, trovare una babysitter, segnalare un'emergenza o fare molte altre cose.  Ancora più importante di questi servizi di base, però, Nextdoor ha reso possibile la nascita di nuove comunità locali, gruppi che hanno permesso alle persone di conoscere le persone intorno a loro, di fare cose insieme, di costruire qualcosa di nuovo nello spazio che condividono.

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Ne abbiamo parlato con il co-fondatore e AD Nirav Tolia e Amedeo Galano, che gestisce nello specifico la comunità italiana. I due dirigenti ci hanno svelato che Nextdoor è attiva in Italia già da sei mesi circa, durante i quali il servizio ha già richiamato diverse migliaia di persone – raccolte in circa 350 quartieri nelle principali città.

In un negozio il commesso mi ha domandato perché fossi in Italia. Quando gli ho risposto mi ha detto "ho scaricato Nextdoor due settimane fa, la sto usando e la adoro". Era un ragazzo di Norcia a Milano da poco, senza contatti, che ha trovato nel nostro servizio uno strumento per inserirsi nella nuova città.

Nirav Tolia

Nirav Tolia specifica che in Italia Nextdoor ha visto una crescita molto più veloce che in altri paesi, sintomo forse di una particolare propensione all'aggregazione e alla socialità nel nostro Paese. Secondo i dati rilevati da Research Now, infatti, "il 67% degli Italiani dichiara di essere in buoni rapporti con i propri vicini, mentre il 22% addirittura in ottimi rapporti. […] Sono pochi coloro che non hanno alcun tipo di legame (6%) o che non sono in buoni rapporti (5%)". Una situazione migliore di quella in cui versavano gli USA nel 2011, che Tolia non ha esitato a definire di crisi.

L'Italia è un caso peculiare: c'è un desiderio più forte di conoscerci, e questo mi fa ben sperare nel futuro di Nextdoor in Italia

Amedeo Galano

Ancora più importante, c'è un 82% di italiani che vuole "migliorare ulteriormente le relazioni col vicinato. Diverse le ragioni dietro a tale desiderio: "creare un legame di fiducia (48%), allargare la propria cerchia sociale (19%,) sentirsi più coinvolti nella vita di quartiere (19%) e sapere di poter contare su qualcuno in caso di bisogno (14%)". Tutti bisogni a cui Nextdoor può dare risposta con la propria app, disponibile per Android e iOS, oltre che come WebApp.

Galano ci ha raccontato di come siano nate occasioni di incontro tra gli utenti. Incontri che sono cominciati con un piccolo gruppo in un caffè, fino a diventare veri e propri eventi sociali – compreso un concerto e una raccolta fondi per una bambina malata. Risultati davvero notevoli per un servizio che non si era ancora presentato ufficialmente.

nirav tolia headshot
Nirav Tolia

Concretamente, "Su Nextdoor i vicini di casa possono fare domande, conoscersi, scambiarsi consigli e raccomandazioni. In Italia, ad esempio, i membri Nextdoor hanno già cominciato ad utilizzare l'app per cercare una babysitter o un idraulico di fiducia, farsi aiutare a trovare un animale smarrito o organizzare aperitivi per conoscere nuovi vicini", si legge sul comunicato stampa.

Uno dei punti chiave è la semplicità d'uso, "a portata di nonna" per dirla con le parole di Galano. Superata la prima configurazione tutto è effettivamente molto semplice, e ci si sente da subito più in contatto con i propri vicini di casa. Chiunque può far nascere una nuova comunità e invitare altri ad unirsi: è anche possibile inviare cartoline postali ai propri vicini, in modo del tutto gratuito, per favorire questo primo passo. Diversamente, se il quartiere è già presente su Nextdoor è possibile aggiungersi in pochi attimi.

Privacy

Per registrarsi a una certa comunità è necessario inserire il proprio indirizzo, che poi Nextdoor verifica tramite localizzazione GPS oppure inviando una cartolina. Questo garantisce che i membri siano effettivamente vicini di casa. È tecnicamente possibile registrarsi in un'area diversa dalla propria e questo a lungo termine potrebbe rappresentare un rischio, ma per il momento, ci spiega Galano, non è un problema reale.

Di default gli altri membri conoscono nome e indirizzo di ognuno, ma è possibile oscurare in parte quest'ultima informazione (il numero civico) nel caso lo si ritenesse opportuno. Il servizio è adeguato alle stringenti richieste del GDPR (General Data Protection Regulation).

Business Plan

Ho domandato a Nirav Tolia quali siano i piani per il futuro e in che modo Nextdoor prevede di guadagnare del denaro. Il dirigente ha risposto senza esitazioni che per ora e per gli anni a venire ci si concentrerà esclusivamente sulla qualità del servizio, vale a dire nel creare qualcosa che le persone trovino effettivamente utile e di cui sentano di potersi fidare. Si punta a una crescita più lenta rispetto alle "esplosioni" di Instagram o Whatsapp o Facebook, una crescita lenta che permetta di sviluppare qualità del prodotto e fiducia da parte degli utenti. "Se ti fondi sulla qualità non puoi andare di corsa. La fiducia devi guadagnartela. È sempre stata la nostra priorità", continua Tolia.

Alla lunga, poi, c'è l'idea di inserire in Nextdoor la pubblicità. Ma non generiche campagne nazionali o internazionali: i clienti ideali sono le stesse aziende locali che i membri già conoscono, per cui un bar nel quartiere potrà informare su una promozione in pausa pranzo, dirigendosi a persone che potrebbero effettivamente trovarsi in zona all'ora giusta. E lo stesso può valere per il dentista, il veterinario, il ristorante e così via. È comunque un piano a lungo termine: la pubblicità è stata appena inserita negli Stati Uniti, e potrebbero passare anni prima di vederla in Europa.

"Stiamo creando le fondamenta con fiducia e qualità. È una cosa difficile da fare se ci metti la pubblicità. Finché non avremo la fiducia degli utenti, crediamo di non avere il diritto di mostrare pubblicità".

La fiducia verso i propri vicini e verso il servizio stesso è dunque il valore fondamentale di Nextdoor. Una scelta che per il momento si sta rivelando vincente, considerati i risultati: dal 2011 a oggi negli Stati Uniti il servizio ha raggiunto quasi tutto il territorio nazionale, e in Europa è partito con il vento in poppa – persino in Italia ancora prima dell'annuncio ufficiale.

Ho domandato dunque a Tolia che cosa farebbero se, come mi sembra probabile, Facebook o un altro colosso bussasse alla loro porta con una proposta di acquisto. "Il nostro sogno è restare indipendenti a lungo termine", ha risposto l'amministratore delegato. Pur mancando alcuni classici strumenti di tutela come i brevetti, puntano sulla maggiore qualità nel caso che qualcuno tenti di copiarli. "Crediamo che la miglior difesa sia il miglior prodotto", insiste il dirigente, aggiungendo che la strategia è quella di lavorare con la società al centro, non la concorrenza o la competizione.