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NordVPN e altre cinque VPN bloccate in Russia, ecco perché

Le Virtual Private Network, più comunemente note con la sigla VPN, permettono agli utenti di collegarsi a vari server dislocati in tutto il mondo in modo sicuro, grazie a protocolli e sistemi di crittografia, per navigare in modo indisturbato su Internet senza il timore di essere rintracciati, dato che l’IP che i vari siti vedranno sarà quello del server a cui si è connessi e non quello, reale, assegnato dal provider. È evidente che un sistema di questo tipo può dare modo alle persone di visualizzare contenuti o accedere a servizi altrimenti bloccati e questo può non essere visto di buon occhio da alcun governi.

Credit: Foto di Stefan Coders da Pexels
NordVPN

Proprio di recente, la Russia, attraverso la sua agenza che si occupa di regolare Internet e le telecomunicazioni, la Roskomnadzor, ha bloccato l’accesso a sei servizi VPN: Hola! VPN, ExpressVPN, KeepSolid VPN Unlimited, NordVPN, SpeedifyVPN e IPVanish VPN. A quanto pare, la decisione è stata presa per mantenere un controllo più efficace delle informazioni in rete, soprattutto alla vigilia delle elezioni parlamentari.  Come affermato in un comunicato stampa ufficiale della Roskomnadzor, l’uso di questi servizi “consente di accedere a informazioni proibite dalla legge, oltre a rendere più facile condurre attività illegali come la pedopornografia, la commercializzazione di droga, materiale estremista o l’incitazione al suicidio“.

NordVPN, ha affermato, come riportato da Bloomberg:

La Russia ha già una lunga lista nera di siti web, app di messaggistica e altri servizi digitali, nonché una serie di leggi che minacciano il perseguimento dei blogger e consentono alle autorità di vietare i siti web senza un ordine del tribunale. I piani per bloccare le VPN sono solo un’altra mossa per rafforzare il controllo governativo sulle comunicazioni online.

A quanto pare continua la pressione della Russia sulle compagnie tecnologiche straniere, dopo che già Twitter è stata colpita da alcune misure per non aver acconsentito alla cancellazione di alcuni contenuti, mentre Roskomnadzor ha già avvertito Google e Apple che potrebbero essere accusate di interferire con le elezioni se non rimuoveranno un’app promossa da Alexey Navalny (uno dei più importanti oppositori di Vladimir Putin), stando a quanto riportato dalla Tass, l’agenzia stampa ufficiale russa.