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Novell Suse Professional 9.3: pragmatica, ma sempre Linux

Pagina 2: Novell Suse Professional 9.3: pragmatica, ma sempre Linux

Novell Suse Professional 9.3: pragmatica, ma sempre Linux

Novell Suse Professional 9.3 si propone esattamente in questa prospettiva, con un approccio pragmatico, che accontenta neofiti ed esperti sin dall’installazione. Si può lasciare mano libera a Yast, il potente programma d’installazione e configurazione, oppure intervenire e modificare fino all’ultima opzione. Il tutto tramite un’interfaccia grafica oppure, a scelta, una testuale.

Naturalmente è sempre Linux e quindi deve essere complicato. Per esempio, una volta terminata l’installazione sul mio portatile con monitor 16/10, ho notato che la risoluzione era bassa e non rispettava la proporzione dello schermo. Trovarsi con una risoluzione ottimale e l’accelerazione 3D misteriosamente disabilitata potrebbe essere il primo ostacolo per un neofita.

Una volta sorpassato questo inconveniente ho notato quasi con dispiacere che tutto l’hardware è stato riconosciuto a dovere. Ricordo con gioia le mie prime avventurose installazioni di Linux. Gli installer erano così user friendly che per usare una scheda SCSI bisognava inserirne l’indirizzo. E i numeri decimali sono troppo immediati, era richiesta la digitazione in codice esadecimale. Ai tempi, una volta installato il sistema di base, passavo un mesetto a configurare il tutto. Alla fine ascoltavo un brano da un CD, giocavo per dieci minuti a un gioco in OpenGl e formattavo, in attesa di una nuova edizione di questa o quella distro per riprendere da capo.

Per configurare Suse 9.3 non c’è bisogno di smanettare fino a notte fonda, dato che Yast ormai riesce anche a indovinare il tuo segno zodiacale.


L’interfaccia grafica di Suse 9.3 – qui vediamo un desktop gestito da KDE 3.4 – è amichevole e accattivante.

Tornando alla nuova Suse, devo ammettere che ha un corredo software molto completo. Per esempio, sto scrivendo questo testo con OpenOffice.org, presente in una speciale versione 2.0 personalizzata da Novell. L’intera suite, che compete con Office di Microsoft, è perfettamente localizzata in italiano. Stranamente il correttore ortografico riconosce come parola corretta Linux e sottolinea come errore Windows. Non oso aggiungere il lemma al dizionario personalizzato, chissà mai che mi vada in crash il sistema.

In Suse Professional 9.3 ci sono anche tutti gli strumenti per navigare, chattare e spedire email, inoltre un nutrito numero di applicazioni multimediali e grafiche. Abbondano ovviamente anche i software più seri e professionali, come pure un intero ambiente server.

Suse 9.3 supera un difetto comune a molte distro, ossia la confusione. Normalmente si propongono all’utente tante applicazioni che fanno pressappoco la stessa cosa. Quattro client di posta, 8 di chat 3 suite per ufficio,
etc. Un produttore che voglia affermare la sua distro dovrebbe imporre delle scelte decise, pur non arrivando a risoluzioni drastiche come quelle del succitato Linspire, che propone un Linux completamente castrato.
Per esempio, all’installazione si comunica che c’è un desktop e che si chiama KDE; punto. Un neofita fatica a capire cosa sia un Desktop manager, figuriamoci come reagirà scoprendo che ne esistono una dozzina. Quando poi il novizio avrà maturato esperienza, potrà iniziare ad avventurarsi nel vasto mondo delle applicazioni per GNU/Linux, ma sono dell’idea che bisogna sempre andare per gradi.
Suse 9.3 da questo punto di vista è ben fatta e, scegliendo il sistema di base, offre un menù d’avvio con il giusto numero di programmi e senza troppi doppioni. Ben fatto.

In definitiva, Suse 9.3 è la dimostrazione che i sistemi operativi basati su Linux sono maturi per il grande pubblico: installer e interfaccia amichevole, esecuzione automatica, riconoscimento corretto dell’hardware, gestione del risparmio energetico, buona localizzazione. Le carte in regola ci sono tutte, purtroppo per Novell temo che i fondi Marketing di Microsoft siano decisamente superiori.