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Intelligenza artificiale, accordo da due milioni di euro tra CINI e Nvidia per la ricerca

La ricerca italiana nel settore dell’intelligenza artificiale avrà un impulso grazie alla collaborazione tra il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI) e la statunitense Nvidia, nota per i suoi processori grafici.

Il valore di questo accordo è stato stimato in circa 2 milioni di euro nell’arco di tre anni e permetterà a circa un migliaio di ricercatori italiani di accedere alle tecnologie più recenti in tema di intelligenza artificiale, di formare gli studenti in questo campo e sostenere la comunità di startup italiane specializzate proprio in questo settore tecnologico.

Nvidia GPU

Il risultato concreto e tangibile di questo accordo è l’apertura del primo polo italiano di Nvidia AI Technology Center (NVAITC) a Modena. La sede si troverà all’AImageLab del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” e dell’AI Research and Innovation Center di Unimore e Nodo del Laboratorio Nazionale AIIS CINI.

Quando si parla di intelligenza artificiale, il riferimento non è semplicemente all’applicazione in campo tecnologico ma anche alle ricadute in tanti settori della società che grazie all’IA possono potenziare determinate infrastrutture e servizi. Una missione che accomuna sia CINI che Nvidia, spiega il senior director di NVAITC NVIDIA, Simon See che ha dichiarato: “La piattaforma di elaborazione AI di NVIDIA è lo strumento principale utilizzato da scienziati, ricercatori e aziende di tutto il mondo per sfruttare il potere dell’intelligenza artificiale”.

L’Italia, come sottolinea il quotidiano La Repubblica, è ottava al mondo per numero di pubblicazioni e citazioni in altri testi di ricerca riguardo all’intelligenza artificiale. Come tuttavia accade spesso, in questo settore in Italia mancano i soldi sia per il personale che per le strumentazioni. La partnership con Nvidia permette di colmare in parte queste difficoltà.

Parlando al quotidiano, la direttrice del Laboratorio Nazionale Cini Ais e responsabile del Nvaitc dell’Unimore Rita Cucchiara ha spiegato che l’Italia è a livello internazionale in una buona posizione, ma ha anche ricordato che “mancano però i ricercatori, dunque mezzi per pagarli, e gli strumenti. Questo è un campo fondamentale. Basti pensare che la Germania ha avviato un programma di reclutamento di professori e dottorati che si occupano di intelligenza artificiale” ha concluso Cucchiara.