NVIDIA Shield TV sembra non voler proprio arrendersi e dopo oltre dieci anni dal suo debutto, che ricordiamo risale al maggio 2015, continua a ricevere aggiornamenti software.
Una longevità quasi leggendaria per uno streaming box, che al netto delle critiche ha comunque saputo crearsi una base di utenti fedeli che da anni supporta il peculiare progetto di NVIDIA.
Ma non è tutto, in un'intervista approfondita rilasciata ad Ars Technica, Andrew Bell, vicepresidente senior dell'ingegneria hardware di NVIDIA, ha fornito alcuni indizi su quale direzione potrebbe prendere un ipotetico successore di Shield TV.
Sebbene l'azienda non abbia ancora ufficializzato né confermato lo sviluppo di un nuovo modello, le parole di Bell delineano con chiarezza le priorità tecniche che guiderebbero la progettazione di una nuova generazione del dispositivo.
La questione più rilevante dal punto di vista tecnico riguarda il supporto ai codec moderni. L'attuale hardware Shield TV, basato sul SoC Tegra X1+ di NVIDIA, mostra alcuni limiti nell'elaborazione di formati video di ultima generazione. Bell ha menzionato esplicitamente VP9 Profile 2 per la riproduzione HDR su YouTube, insieme a un miglioramento della compatibilità con HDR10+ e AV1.
Quest'ultimo codec in particolare sta diventando sempre più cruciale: sviluppato dall'Alliance for Open Media, AV1 offre una compressione superiore rispetto a HEVC (H.265) e sta guadagnando terreno su piattaforme come YouTube, Netflix e diverse soluzioni di streaming professionale.
L'implementazione hardware di questi codec attraverso un nuovo SoC rappresenterebbe un salto qualitativo significativo. Mentre il decoding software può tecnicamente gestire alcuni di questi formati, la decodifica hardware offre efficienza energetica superiore, temperature più basse e una riproduzione più fluida, specialmente con contenuti ad alta risoluzione e bitrate elevati. Per un dispositivo progettato per operare 24/7 come Shield TV, questi aspetti non sono dettagli trascurabili.
Sul fronte del design fisico, Bell ha accennato a una modifica apparentemente minore ma molto attesa dalla community: ridimensionare il pulsante Netflix sul telecomando. L'attuale telecomando di Shield TV presenta un enorme tasto dedicato al servizio di streaming, una scelta di design dettata chiaramente da accordi commerciali ma che ha suscitato critiche tra gli utenti più esigenti. Bell ha lasciato intendere che una versione futura potrebbe adottare un approccio più discreto, mantenendo la funzionalità richiesta dal partner commerciale senza sacrificare l'ergonomia complessiva.
La peculiarità di Shield TV nel panorama Android risiede nel suo posizionamento: non è un dispositivo per il pubblico di massa che cerca semplicemente il Chromecast più economico, né per chi vuole necessariamente l'ultimo hardware Google.
Shield TV si rivolge a un segmento specifico di power user che necessitano di porte versatili, capacità di gaming locale e in streaming tramite GeForce NOW, supporto per server Plex, e soprattutto un'azienda che garantisca aggiornamenti a lungo termine. In questo segmento, Shield TV non ha praticamente concorrenti diretti.
La strategia di NVIDIA appare chiara: continuare a vendere e supportare i modelli esistenti finché non sarà pronto un salto tecnologico realmente significativo. A differenza di altri produttori che rilasciano aggiornamenti incrementali annuali, l'azienda sembra preferire cicli di sviluppo più lunghi che giustifichino effettivamente un nuovo acquisto.
Considerando che gli attuali Shield TV ricevono ancora regolarmente patch di sicurezza e feature update, un record nel per questo settore di device basati su Android, questa filosofia sta ripagando in termini di fedeltà del cliente.
Sarà curioso vedere, se mai vedremo un successore dell'attuale Shield TV, quale processore NVIDIA sceglierà: un'evoluzione della famiglia Tegra, oppure una soluzione completamente nuova che sfrutti le competenze maturate con l'architettura ARM e le GPU di ultima generazione?