Il mercato cinese degli acceleratori per intelligenza artificiale potrebbe riaprirsi parzialmente a NVIDIA e AMD, ma le dinamiche geopolitiche e l'ambizione di Pechino verso l'autosufficienza tecnologica rendono incerto l'impatto reale di questa apertura. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Jensen Huang, amministratore delegato di NVIDIA, si prepara a visitare la Cina verso la fine di gennaio, in concomitanza con le celebrazioni del Capodanno Lunare. La visita assume un significato particolare nel contesto dei recenti allentamenti delle restrizioni all'esportazione imposte dal governo statunitense, che ora permettono la vendita di alcune GPU dedicate all'AI di NVIDIA e AMD nel territorio cinese.
Il viaggio di Huang includerebbe la partecipazione a eventi aziendali interni legati alle festività del Capodanno Lunare, con una trasferta prevista anche a Pechino. Tuttavia, fonti vicine alla questione riferiscono che rimane incerto se si terranno incontri con alti funzionari governativi cinesi. L'itinerario non è ancora definitivo e potrebbe subire modifiche dell'ultimo minuto, segno della delicatezza diplomatica che circonda questi rapporti commerciali nel settore dei semiconduttori ad alte prestazioni.
Per NVIDIA, la Cina rappresentava storicamente uno dei mercati più redditizi per i data center e l'intelligenza artificiale, prima che le successive ondate di sanzioni tecnologiche statunitensi bloccassero l'esportazione dei chip più avanzati.
La posizione ufficiale di NVIDIA rimane estremamente cauta: l'azienda ha declinato ogni commento sulla visita di Huang, in linea con la strategia attuale di non alimentare aspettative tra gli investitori riguardo a un possibile ritorno significativo nel mercato cinese degli acceleratori AI. Questa prudenza riflette la consapevolezza che le autorizzazioni all'esportazione potrebbero essere revocate o modificate in qualsiasi momento, data la volatilità delle relazioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina.
Il vero interrogativo riguarda i volumi effettivi di GPU che la Cina importerà, anche con le nuove autorizzazioni. Il governo di Pechino ha fatto della sovranità tecnologica una priorità strategica nazionale, investendo decine di miliardi di dollari nello sviluppo di produttori locali di semiconduttori e acceleratori AI. Aziende come Huawei con i suoi chip Ascend e startup come Biren Technology stanno lavorando per colmare il divario tecnologico, pur affrontando difficoltà nella produzione di nodi avanzati e nell'ecosistema software.