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Nvidia G-Sync vs. AMD FreeSync a confronto: quale funziona meglio?

Pagina 1: Nvidia G-Sync vs. AMD FreeSync a confronto: quale funziona meglio?
Nvidia G-Sync e AMD FreeSync a confronto. Qual è la tecnologia di refresh rate variabile migliore? Abbiamo preso due monitor molto simili per scoprirlo.

Quando si è alla ricerca di un nuovo monitor, una delle decisioni più difficili che un appassionato deve affrontare è decidere tra Nvidia G-Sync e AMD FreeSync. Per i più esigenti scegliere tra una di queste tecnologie di refresh rate dinamico è obbligatorio, al fine di non incappare in problemi come stuttering, input lag e screen tearing.

Nonostante i monitor G-Sync siano stati realizzati per i PC con GPU Nvidia e i monitor FreeSync per gli utenti che usano GPU AMD, entrambi promettono all’utente un’unica cosa: un’immagine fluida. Ma a parità di configurazioni, c’è una tecnologia migliore dell’altra?

In questo articolo mettiamo a confronto le tecnologie per capire se c’è un vero vincitore. Per confrontare le due soluzioni ci siamo dotati di due monitor AOC quasi identici, un Agon AG241QG con G-Sync e un Agon AG241QX con FreeSync (a dirla tutta questo modello è anche G-Sync Compatible). Metteremo a confronto l’esperienza di gioco su entrambi i monitor, la velocità e l’accuratezza, sia prima che dopo la calibrazione, per vedere se tra le due c’è una vera differenza.

Una breve storia

Per anni, i giochi con grafica renderizzata hanno sofferto di un artefatto chiamato frame tearing. In parole povere, si verifica quando la scheda video invia frame non sincronizzati con la frequenza di refresh del monitor. Per gran parte dei monitor per PC, stiamo parlando di 60 Hz, ma anche i pannelli che possono funzionare a 144 Hz e oltre mostrano questo problema.

Quello che serviva per risolvere questo fastidioso artefatto era trovare un modo per sincronizzare monitor e scheda video, in modo che i frame venissero renderizzati solo all’inizio del ciclo di refresh. La soluzione più semplice era quella di creare monitor con frequenze di aggiornamento variabili. E fu quello che fece Nvidia nel 2014.

Nella sua prima versione, G-Sync era un kit che gli utenti potevano comprare a 200 dollari e che poi dovevano installare sui propri monitor. Ovviamente non era una soluzione sostenibile sul lungo periodo, motivo per cui i produttori cominciarono ad includere il modulo in display appositamente costruiti. Questa è la forma in cui si presenta oggi G-Sync.

AMD non è tuttavia rimasta di certo a guardare e ha creato qualcosa di ancor più rivoluzionario. Nel 2015 presentò il FreeSync, una tecnologia con lo stesso concetto di fondo ma inclusa nelle specifiche DisplayPort. Era, ed è ancora, totalmente gratuita.

Tutto ciò che un produttore deve fare è supportare DisplayPort 1.2a e implementare la funzione tramite firmware. Un risultato notevole e decisamente più economico per gli utenti AMD, che così hanno potuto godere di Adaptive Sync senza pagare di più per un monitor “speciale”.

G-Sync vs FreeSync: confronto delle funzionalità

G-Sync e FreeSync fanno la stessa cosa, nel senso che collegano il monitor e la scheda grafica in modo che i frame vengano disegnati solo all’inizio di un ciclo di refresh del pannello. La frequenza di aggiornamento varia in tempo reale, quindi non c’è mai un frame incompleto sullo schermo. In poche parole: non vi è alcuna differenza tra ciò che vede un utente G-Sync o uno FreeSync. O se avete del tearing o no. Se l’adaptive sync funziona, non riuscirete a distinguere G-Sync e FreeSync.

Nel 2015 mettemmo in piedi un test alla cieca per determinare se gli utenti fossero in grado di notare una qualche differenza. Anche se in tale metodologia c’erano alcuni problemi di fondo, i partecipanti scelsero in modo abbastanza chiaro il G-Sync. Si trattò di una scelta attribuibile alla relativa novità del FreeSync e al più ampio intervallo operativo del G-Sync. La situazione è la stessa nel 2019?

Oggi abbiamo “G-Sync Ultimate” e “FreeSync 2 HDR” per supportare il contenuto HDR e la sua larghezza di banda più ampia. Entrambi sono aggiornamenti delle soluzioni originali e offrono maggiori funzionalità e migliori prestazioni in una maggiore varietà di situazioni rispetto al passato.

FreeSync 2 HDR richiede DisplayPort 1.4 per un’implementazione completa. Oltre a FreeSync, supporta il funzionamento a 144 Hz, HDR10, giochi 4K e la gamma di colori estesa DCI-P3. Per ottenere lo stesso supporto da Nvidia G-Sync, è sufficiente spendere un po’ di più rispetto e acquistare un monitor dotato di G-Sync con le stesse specifiche.

C’è un’altra cosa da tenere presente: alcuni monitor FreeSync, etichettati come “G-Sync Compatibili”, possono effettivamente attivare il G-Sync quando sono collegati a una scheda grafica Nvidia serie GTX 10 o migliore, ma senza HDR.

La maggior parte dei produttori oggigiorno realizza e mette in commercio versioni dello stesso monitor con G-Sync e FreeSync. La scelta quindi è semplicemente legata alle caratteristiche. Ovviamente, se un utente ha già sul proprio PC una GPU AMD piuttosto che una Nvidia, la scelta tra FreeSync e G-Sync sarà obbligata. Se invece state costruendo un sistema da zero e dovete fare una scelta, per quale optare?

G-Sync vs. FreeSync: test e confronto

Come scritto in precedenza, ci siamo dotati di due monitor: AOC Agon AG241QG (G-Sync) e AOC Agon AG241QX (FreeSync). Entrambi hanno un pannello TN a risoluzione QHD (2560×1440). Il monitor FreeSync raggiunge 144 Hz, mentre il G-Sync si overclocca fino a 165 Hz. Offrono la stessa compatibilità del segnale SDR. Entrambi non hanno HDR o supportano un colore esteso.

Parlando delle porte disponibili, il QX ha una DisplayPort e due HDMI 2.0, mentre il QG si presenta con una DisplayPort e una HDMI 1.4. Il QX offre anche una VGA ed una DVI, che comunque sono da considerare irrilevanti per un sistema di gioco moderno. Entrambi gli schermi hanno quattro USB 3.0 downstream, più una upstream, un jack per cuffie e altoparlanti incorporati. A parte una differenza di un watt per gli speaker, sulla carta sono quasi identici.

A parte questo non c’è molto che differenzi i due monitor. Fisicamente sono identici per dimensioni, forma e stile. Nessuno dei due ha una funzione di riduzione della sfocatura (blur) e mentre uno ha un controller (QX), l’altro usa dei tasti sulla cornice per navigare l’OSD (QG).

Per capire se G-Sync o FreeSync offrono ai giocatori qualcosa di differente, abbiamo messo i nostri due monitor davanti a una suite di test sintetica di colore e luminanza per verificare se uno è più accurato o ha un contrasto migliore dell’altro. In teoria, i risultati dei test dovrebbero essere simili per entrambi, dal momento che questi monitor usano lo stesso pannello AU Optronics.

Valori di luminanza, colore e risposta

I risultati finali ci hanno sorpreso, in particolare il QX ha spiccato nelle prove di luminosità (massimo bianco) e contrasto. Ovviamente, team diversi hanno progettato lo stesso pannello perché i livelli di nero e la gamma dinamica (contrasto massimo e contrasto calibrato) sono letteralmente diversi.

AG241QG (G-Sync) AG241QX (FreeSync)
Bianco massimo 453.3207 nits 470.2134 nits
Nero massimo 0.7158 nit 0.512 nit
Contrasto massimo 633.3:1 918.4:1
Nero calibrato 0.4256 nit 0.2243 nit
Contrasto calibrato 479:01:00 899.4:1
Errore scala di grigi di default 4.90dE 2.17dE
Errore scala di grigi dopo la calibrazione 0.76dE 1.58dE
Intervallo gamma 0.23 0.14
Deviazione gamma da 2.2 2.72% 3.18%
Errore colore di default 6.89dE 2.79dE
Errore colore dopo la calibrazione 2.34dE 2.32dE
Risposta pannello 6ms 8ms
Input lag totale 31ms 33ms

L’AG241QX con FreeSync ha offerto prestazioni tipiche dei pannelli TN di oggi, con un contrasto superiore a 918:1. Lo stesso non possiamo dire del G-Sync AG241QG che ha garantito solo due terzi di quel valore. I risultati calibrati erano quasi identici. Il risultato è chiaro: quando li si guarda fianco a fianco, il QX ha un’immagine migliore. Il QG al confronto sembra sbiadito.

I risultati dei test su gamma e colore sono invece molto più vicini, anche se lo schermo G-Sync ha richiesto una calibrazione mentre il FreeSync no. Con punteggi di fabbrica di 2.17dE e 2.79dE rispettivamente per la scala di grigi e il colore, il QX non ha richiesto grandi regolazioni. Non si può dire lo stesso del QG, il quale ha decisamente bisogno di ottimizzazione. Ulteriori dettagli nei grafici CalMAN più sotto.

Nei test di velocità, la differenza è relativa ai 144 Hz del QX contro i 165Hz del QG. L’input lag grezzo tra i due display è uguale e si attesta a 25 ms, mentre la risposta del pannello ha differito di 2 ms. Nessuno è in grado di percepire una differenza di 2 ms. Quando si tratta di risposta, i due pannelli sono pressoché identici.

Valori di colore e scala di grigi di default

I grafici CalMAN aiutano a illustrare i valori che abbiamo registrato. L’AG241QG esce dalla confezione con toni caldi carenti nel blu. Anche la gamma è abbastanza lontana dall’obiettivo. Questo si aggiunge all’immagine piatta figlia di un monitor con un contrasto inferiore alla media. C’è molta luminosità, ma il dettaglio in primo piano non emerge come dovrebbe e i neri sembrano più una tonalità media di grigio.

L’AG241QX, d’altro canto, viene fornito con una scala di grigi abbastanza vicina a D65, che corrisponde a qualsiasi contenuto masterizzato con lo spazio colore Adobe RGB o sRGB. Gli errori dei monitor non possono essere visti ad occhio nudo. Solo con una luminosità del 100 percento va oltre 3dE, e solo a malapena. Anche la gamma è accettabile.

La precisione in scala di grigi e gamma influisce notevolmente sul colore. Purtroppo l’AG241QG ha errori di tonalità visibili nel rosso, verde e ciano, grazie a un punto bianco che tende verso il giallo. Il rosso è inoltre leggermente sottosaturato, ma ciò sembra dipendere dal pannello perché l’AG241QX presenta lo stesso comportamento.

Misure di colore e scala di grigi calibrate

Oltre a quel rosso sottosaturato, il QX è solido nella precisione della gamma colore che riesce ad offrire. Gli errori di tonalità sono minori rispetto al QG e tutti gli errori sono al di sotto della soglia visibile. Questo è dovuto alla sua scala di grigi e alla gamma correttamente regolata.

Anche se entrambi i monitor beneficiano di alcuni interventi, è l’AG241QG quello che ha i maggiori riscontri. Adesso il QG vince il confronto sulla scala di grigi con un punteggio di 0.76dE. Il QX è però ancora ben all’interno del nostro standard di accuratezza.

Gli errori di color gamut sono ora al minimo tra i due, con una differenza di appena 0,01dE. Se avete uno di questi monitor, sentitevi liberi di provare le nostre impostazioni di calibrazione.

AG241QG AG241QX
Contrasto 49 50
Luminosità 200 nits 45 42
Gamma 1 1
Temperatura colore utente Rosso 50, Verde 49, Blu 53 Rosso 45, Verde 48, Blu 50

Dopo i nostri test, è evidente che la più grande differenza tra questi monitor è il loro prezzo. Al momento il l’AG241QG dotato di G-Sync è in vendita su Amazon a 513 euro, mentre il prezzo dell’AG241QX dotato di FreeSync si attesta sui 366 euro, una differenza non di certo irrilevante. Questo è un bel problema per il monitor G-Sync, e dato il vantaggio di immagine del monitor FreeSync, meno costoso, sappiamo quale scegliere tra i due. Ma aspettate, non ci abbiamo ancora giocato!