OpenAI si trova al centro di una nuova controversia che intreccia questioni di gestione del personale, etica dell'intelligenza artificiale e sviluppo di funzionalità controverse per ChatGPT. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Ryan Beiermeister, vice presidente delle politiche di prodotto della società, è stata licenziata a gennaio dopo essere stata accusata di discriminazione sessuale da un collega maschio. La vicenda assume contorni particolari perché coincide temporalmente con le critiche espresse dalla stessa Beiermeister riguardo a una nuova funzionalità di ChatGPT denominata "adult mode", progettata per introdurre contenuti erotici nell'esperienza utente del chatbot.
La funzionalità in questione rappresenta una svolta significativa per ChatGPT, che finora ha mantenuto guardrail piuttosto rigidi sui contenuti generabili. Fidji Simo, CEO della divisione Applications di OpenAI che supervisiona i prodotti consumer, ha confermato ai giornalisti che la modalità adulti è prevista per il lancio nel primo trimestre del 2026. Si tratterebbe di una mossa commerciale audace in un settore dove i limiti etici dell'AI generativa continuano a essere oggetto di dibattito pubblico e regolamentare, specialmente in Europa dove il Digital Services Act impone obblighi stringenti sulla moderazione dei contenuti.
Secondo il resoconto del Wall Street Journal, Beiermeister non era sola nel sollevare preoccupazioni interne. Altri dipendenti di OpenAI avrebbero espresso dubbi su come la nuova funzionalità potrebbe impattare determinate categorie di utenti, sollevando questioni che spaziano dalla protezione dei minori alla dipendenza comportamentale, fino alle implicazioni sociali più ampie dell'erotica generata artificialmente.
Il licenziamento è avvenuto dopo un periodo di congedo da parte di Beiermeister. In una dichiarazione riportata dal Journal, OpenAI ha affermato che la manager "ha dato contributi preziosi durante il suo tempo in azienda" e che "la sua partenza non è stata legata ad alcuna questione da lei sollevata mentre lavorava per la società". Una formulazione diplomatica che tuttavia lascia aperte domande sulla correlazione temporale tra le critiche interne e la procedura disciplinare.
Beiermeister ha respinto con fermezza le accuse: "L'affermazione che io abbia discriminato chiunque è assolutamente falsa", ha dichiarato al Wall Street Journal. Il profilo LinkedIn della manager mostra un curriculum significativo nel settore tech: quattro anni nel team prodotti di Meta e oltre sette anni in Palantir, società specializzata in analisi dati e intelligence. La sua esperienza nelle politiche di prodotto era quindi particolarmente rilevante per OpenAI, che si trova a navigare sfide crescenti sulla moderazione dei contenuti generati dai suoi modelli linguistici.
Il caso solleva interrogativi più ampi sulla cultura aziendale di OpenAI e sulla gestione del dissenso interno, in un momento in cui l'azienda sta attraversando trasformazioni significative. La società ha recentemente completato una transizione verso una struttura for-profit e continua a espandere rapidamente la sua offerta di prodotti, puntando a monetizzare aggressivamente la tecnologia GPT. L'introduzione di una modalità per contenuti adulti rappresenterebbe un'espansione verso mercati controversi ma potenzialmente redditizi, sulla scia di piattaforme come Character.AI che hanno già esplorato interazioni simulate di natura romantica o erotica.