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Oracle Code: nuove soluzioni per gli sviluppatori del futuro, tra cloud e serverless computing

Oracle Code, evento itinerante gratuito, ha fatto tappa a Roma per dare l’opportunità a developer, coder e semplici curiosi di conoscere le ultime tendenze tecnologiche del settore e le nuove soluzioni che Oracle mette a disposizione, grazie al suo costante lavoro di ricerca e innovazione. Un approccio che ne fa un’azienda non solo al passo coi tempi, ma in grado di anticiparli, assai lontana dall’immagine stereotipata legata unicamente al suo pur famoso database.

Il prossimo decennio sarà segnato dall’avvento di una serie di tecnologie destinate a rivoluzionare non solo i settori industriali ma anche della salute, del turismo, della mobilità e persino le nostre vite quotidiane. Parliamo ovviamente di argomenti ben noti come IoT, intelligenza artificiale, blockchain, cloud, guida autonoma, droni, big data, smart city e molto altro ancora.

Ma cosa c’è dietro a tutte queste tecnologie, qual è il loro “tessuto connettivo” e come possono developer e coder avvantaggiarsene? La risposta la dà proprio Oracle col suo roadshow, in cui attraverso keynote, ma soprattutto laboratori e sessioni “hands on” realizzate da leader del settore, si ha la possibilità di confrontarsi con loro e sperimentare interattivamente nuove soluzioni all’avanguardia.

Due sono le direttive principali lungo cui si muove l’attività di sviluppo e innovazione di Oracle, il coding e il cloud, ben illustrate nei diversi keynote che si sono susseguiti durante la giornata all’interno della splendida cornice del Salone delle Fontane, architettura razionalista studiata da generazioni di architetti internazionali, in cui da sempre la storia incontra il futuro.

Parola d’ordine: serverless computing

Con l’espressione “serverless computing” si intende una modalità esecutiva del cloud computing in cui il cloud provider, nel nostro caso Oracle, si occupa di tutti gli aspetti di gestione dei server allocando anche le risorse in maniera dinamica. Il serverless computing, assieme al cloud più in generale, rappresenta indubbiamente una delle migliori soluzioni per il futuro. Le sfide poste dall’implementazione delle nuove tecnologie nel prossimo decennio richiederanno infatti agli sviluppatori una maggior capacità di rispondere velocemente alle esigenze di clienti e utilizzatori, con i servizi che acquisteranno un peso sempre più rilevante.

Delegare la gestione dei server al cloud provider offre due vantaggi chiave: contenere i costi e semplificare il processo di coding e sviluppo. Nel primo caso infatti si pagherà solo per ciò di cui si ha davvero necessità, basandosi sul reale consumo di risorse piuttosto che su pacchetti pre-determinati e rigidi. Il serverless computing inoltre, eliminando la necessità per l’operatore o lo sviluppatore di occuparsi di aspetti tecnici come la pianificazione di operazioni di manutenzione e/o di incremento delle caratteristiche tecniche delle macchine, consente di concentrarsi su ciò che conta davvero, ossia lo sviluppo e il rilascio di codice.

Flessibilità, sistemi poliglotti e open source

Ovviamente ogni utente ha esigenze specifiche, che possono essere soddisfatte al meglio tramite soluzioni diverse, serverless, multi-cloud, hybrid-cloud ecc. Nella visione di Oracle non c’è una soluzione migliore di altre, ma solo soluzioni efficaci a necessità specifiche. Per questo Oracle propone anche diverse soluzioni tecniche, come ad esempio il framework full stack Micronaut, basato su JVM e perfetto per realizzare e testare applicazioni modulari serverless o più tradizionali, costruite ad esempio su microservice o ancora GraalVM, un’estensione di Java Virtual Machine, in grado di supportare più linguaggi di programmazione e modalità di esecuzione.

L’innovazione, con lo sviluppo di strumenti “poliglotti” come quelli appena citati e la capacità di offrire interconnessione e interoperatività tra modelli e linguaggi diversi per velocizzare e rendere più efficiente il lavoro degli sviluppatori, è indubbiamente una delle caratteristiche distintive di Oracle e un valore aggiunto dei suoi prodotti.

Come sottolineato da Bob Quillin, vice presidente Developer Relations Oracle nel suo keynote, gli scenari futuri richiedono lo sviluppo di una nuova “cultura” per coder e developer, che sia più flessibile e “aperta”. API proprietarie, servizi e soluzioni prive di portabilità, cloud “chiusi” ecc. sono altrettanti freni allo sviluppo, che ostacolano tanto il lavoro degli sviluppatori quanto il diffondersi delle nuove tecnologie. Per questo per Oracle è fondamentale abbracciare l’open source.

Donne e coding

La giornata di Oracle Code si è conclusa con una tavola rotonda dal titolo “Women groundbreakers – tecnologia e diversità: un connubio vincente?” organizzata in collaborazione con l’associazione Women & Technologies.

Simona Menghini, Communications Director di Oracle Italia, ha intervistato tre donne dalle storie particolarmente interessanti – Gianna Martinengo, una delle prime imprenditrici italiane nel settore high-tech (fondatrice di Didael DKS negli anni ’80), Luisella Giani, Innovation Director di Oracle EMEA e apprezzata speaker internazionale in quanto esperta di Intelligenza Artificiale e Micaela Romanini, Vicedirettore dell’Accademia Vigamus, ovvero una delle pochissime istituzioni universitarie italiane per sviluppatori di videogiochi.

Le relatrici sono state poi raggiunte sul palco da Alessandro Ippolito, Technology Country Leader di Oracle Italia, che ha dato una prospettiva maschile sulla diversity in un’azienda high-tech (NdR: all’inizio al panel era stata spiritosamente aggiunta la sagoma di Tony Servillo, protagonista della “Grande Bellezza”, girato proprio in questa location). Con le loro storie, ricche di aneddoti di vita vissuta, di superamenti di pregiudizi e “momenti di gloria”, hanno tenuto l’audience agganciata per un’altra ora abbondante.