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P2P: possibili azioni legali di massa anche i

Chi abusa del diritto d’autore in Europa e teme che anche nel vecchio continente
siano prese le stesse iniziative legali che in questi mesi hanno colpito gli
utenti internet americani ora ha un motivo in più per preoccuparsi: le
major hanno iniziato a studiare la possibilità di denunciare anche gli
utenti del P2P europeo. O almeno quelli che maggiormente utilizzano i sistemi
di condivisione dei file.

Ne ha parlato in due occasioni nelle ultime ore Jay Berman, che ha descritto
con grande enfasi quanto ottenuto negli Stati Uniti dalla RIAA ricordando che
per combattere la pirateria si è ricorso alla legge solo quando assolutamente
necessario e sottolineando i grandi sforzi compiuti dalle major in tutto il
mondo per far conoscere le normative contro la pirateria e il loro senso. Un’operazione
culturale che secondo Berman ha avuto primi importanti successi anche grazie
alle piattaforme che vendono legalmente musica online, dimostrando che Internet
può rappresentare un mercato di interesse tanto per i produttori quanto
per gli appassionati. Secondo Berman la crociata della RIAA contro gli utenti
del P2P "ha raddoppiato il livello di consapevolezza dell’illegalità
del file sharing non autorizzato".

"Le denunce su grande scala – ha affermato Berman – sono state
fin qui limitate agli Stati Uniti. Ma questa attività di repressione
dovrà quasi inevitabilmente avvenire sul piano internazionale
".

IFPI ha anche citato i dati raccolti da Nielsen//NetRatings, secondo cui un
software di peering molto noto, come Kazaa, conta ormai più utenti in
Europa che negli USA. Quasi 9 milioni e mezzo di europei si sono recati sul
sito di Kazaa contro gli 8,24 milioni di americani. Va anche detto che in Europa
Kazaa ha da sempre una popolarità assai inferiore rispetto a quella di
altri sistemi di condivisione che vanno affermandosi, come eMule nelle sue diverse
varianti. Dando comunque per buono il senso della ricerca, una "frenata"
a Kazaa negli USA sarebbe causata proprio dal timore di conseguenze legali per
l’uso del P2P.

In Europa una iniziativa legale contro certi usi del peer-to-peer troverebbe
terreno fertile grazie all’approvazione della direttiva EUCD, normativa che
ricalca quelle americane sulla proprietà intellettuale e che è
già stata ratificata in diversi paesi, tra i quali l’Italia.