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I Vertical Alignment (VA) sono un misto fra TN e IPS?

Pagina 4: I Vertical Alignment (VA) sono un misto fra TN e IPS?

All'inizio dell'articolo abbiamo promesso che avremmo sfatato dei miti. Con i TN e gli IPS è stato facile: l'unico errore che si può commettere è pensare che i TN siano ottimi solo per giocare e gli IPS invece non riescano ad eccellere in tale ambito.

Per i VA invece bisognerebbe scrivere un libro intero. La cosa più importante è ricordarsi che i VA non sono un misto fra TN e IPS, né a livello costruttivo, né a livello prestazionale. Come vedrete, dal punto di vista dell'allineamento dei pixel nel pannello sono completamente diversi da TN e IPS, che invece sono simili fra loro; per quanto riguarda le prestazioni, bisogna conoscere la storia di questo tipo di pannello.

Per quanto oggi i VA siano sempre più popolari, una volta non era così. I pannelli Vertical Alignment entrarono nel mercato nel 1995 – un anno prima della commercializzazione degli IPS – a opera di Fujitsu.

L'intento era lo stesso degli IPS: eliminare i problemi dei TN alla ricerca del pannello definitivo. L'esperimento inizialmente fallì miseramente, perché i primi VA erano quanto di più simile a un pannello TN: i tempi di risposta e l'input lag erano molto bassi, così come il contrasto (esattamente il contrario di oggi: strano, vero?).

Le soluzioni tentate furono molteplici e portarono a una scissione fra i tipi di VA che è molto più accentuata di quella presente fra i numerosi tipi di IPS. Le due correnti principali sono state quelle di Fujitsu (MVA) e Samsung (PVA).

Multi-domain Vertical Alignment (MVA)

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Crediti: www.tftcentral.co.uk

In quest'immagine è rappresentata la sezione di un pannello MVA. Fujitsu brevettò questo processo produttivo nel 1998: per eliminare il problema degli angoli di visione dei TN si divise il pannello in dei domini, nei quali i cristalli erano orientati in modo opposto. Successivamente si sono utilizzati sempre più domini per ogni cella, fino ad arrivare agli MVA moderni, che ne hanno 8.

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Crediti: www.tftcentral.co.uk

Nell'immagine qui sopra potete vedere un esempio di MVA a 8 domini. In questo caso si tratta di un AMVA, una categoria di VA prodotta da AU Optronics a partire dal 2005. È importante precisare che non bisogna confondere gli AMVA (VA) con gli AHVA (IPS, di cui abbiamo parlato sopra).

Patterned Vertical Alignment (PVA)

La versione di pannello VA introdotta da Samsung alla fine dello scorso millennio – il cosiddetto PVA – ha delle differenze di produzione e di genesi talmente ampie da essere ritenuta a ragione da molti un quarto tipo di pannello. Ad ogni modo la struttura e le prestazioni finali ricordano molto gli MVA e dato che lo spunto nacque dai primi VA di Fujitsu, si tende a classificare i Patterned Vertical Alignment come dei pannelli VA.

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Crediti: www.tftcentral.co.uk

L'immagine spiega perfettamente il funzionamento di questo tipo di pannello, mostrando che la struttura di base – ovvero una serie di domini che al variare dell'inclinazione dei cristalli liquidi polarizzati permettono di non avere variazioni di colore in base all'angolo con cui si guarda lo schermo – è simile a quella degli MVA, così come le prestazioni.

Compiuta quest'ampia premessa sui VA, avrete capito che come per TN e IPS i miglioramenti sono stati notevoli e rispetto a vent'anni fa ci troviamo di fronte a pannelli molto più raffinati e prestanti. Nonostante questo, il successo che stanno avendo i VA è contrario alle loro reali potenzialità, che spesso non rispecchiano i successi commerciali di questo tipo di pannello.

Partiamo dai tempi di risposta e dall'input lag. Inizialmente, come abbiamo detto, i VA erano veloci quanto i TN. Con l'avanzare del tempo però abbiamo visto TN sempre più avanzati, così come IPS che in quanto a latenze se la cavano benissimo anche contro i migliori Twisted Nematic. E i VA? Purtroppo rispetto alla fine degli anni '90, i VA sono migliorati pochissimo nel lag, rimanendo indietro rispetto agli altri tipi di pannello. Nella riproduzione dei colori la situazione è rimasta molto simile al passato: i VA sono un'opzione più valida dei TN, con colori mediamente più accurati e vivi, ma rimangono sempre un passo indietro rispetto agli IPS. Stessa cosa per quanto riguarda gli angoli di visione, anche se in questo caso la differenza con gli In-Plane Switching si assottiglia.

In definitiva, l'unico punto in cui i VA solitamente eccellono è il contrasto statico, caratteristica che con l'evoluzione dei PVA e degli MVA è diventata uno dei punti di forza di questa tecnologia, superando di 3, 4 o addirittura 5 volte il contrasto di un TN o un IPS.

La grande diffusione dei VA si può imputare anche al fatto che questo tipo di pannello sia molto versatile, soprattutto quando si parla di schermi curvi, una tendenza presente sulle scrivanie di sempre più utenti. Questi pannelli nonostante i molti punti deboli rimangono una valida alternativa per molti e spesso si trovano abbinati a feature da gaming, nonostante in questo ambito siano meno indicati anche degli IPS. Esempi recenti sono i nuovi monitor della serie CH di Samsung, o l'Asus PG35VQ.

Ogni qual volta è in atto una tendenza o scoppia una moda riguardo un certo prodotto, parlarne male è rischioso, ma in questo caso è stato un dovere. Non si tratta di una scelta editoriale coraggiosa, ma del desiderio di informare il lettore al meglio. Ovviamente non è nostra intenzione criticare la scelta di acquistare un monitor VA, ci siamo limitati solamente a esporre alcuni limiti di questa tecnologia, non tenendo conto di una propensione soggettiva, che invece può essere determinante durante l'acquisto di un monitor.