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PC in legno fai-da-te, il progetto di un giovane geek italiano

Abbiamo incontrato Ivan Lacorte, ventenne diplomato in elettronica che per passione costruisce computer con pezzi di recupero e materiali umili. Ci ha portato la sua ultima creazione, il Mark 8: è un sistema ricco di inventiva e potenzialità.

Si chiama Ivan Lacorte e ha da poco terminato le superiori, specializzandosi in elettrotecnica ed elettronica. Ed ha l'hobby di costruirsi i propri PC partendo da materiali di recupero e realizzando case ben studiati usando il legno. Ivan ci è venuto a trovare in redazione per mostrarci la sua ultima creazione, il Mark 8.

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Molti lettori avranno pensato all'armatura di Iron Man, e Ivan non nasconde che la scelta del nome è in parte legata anche al personaggio Marvel. Ma il giovane creativo, forse dovremmo chiamarlo maker, ci ricorda che Mark I era anche il nome di uno dei primi computer mai realizzati. Il numero indica che il computer che abbiamo visto è l'ottavo realizzato da Ivan.

La prima cosa che si nota è il case realizzato in legno, tenuto insieme con delle semplici viti. Prima di tutto Ivan ha guardato ai costi, scegliendo anche per il case il materiale più umile che si potesse procurare. La scelta è ricaduta sul legno per il suo costo ridotto, e anche perché Ivan ne conosce bene le proprietà termiche. In effetti i modelli precedenti sono stati realizzati riciclando vecchi mobili, mentre per il Mark 8 ha comprato il materiale presso un negozio specializzato in fai da te. Naturalmente, nell'ipotesi di ingrandire il progetto e renderlo più di un hobby, non si esclude la possibilità di usare il metallo. 

Il case è ben progettato: c'è un'intercapedine per nascondere la maggior parte dei cavi, spazio per tre ventole aggiuntive (una frontale e due superiori), e un design che fa circolare bene l'aria e mantiene il sistema al fresco. Ivan si è anche tolto il capriccio di inserire una finestra in plexiglas, facilmente rimovibile, che rende visibili i componenti interni e l'illuminazione con LED multicolore.

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Il case Mark 8 infatti non è un semplice contenitore per il computer, ma integra anche diversi dettagli indipendenti dall'hardware in senso stretto. Tanto per cominciare c'è un buon numero di LED, con un pulsante dedicato per modificarne il colore. Ci sono poi due distinti microcontroller – Ivan ha realizzato personalmente le schede su cui sono montati.

Il primo microcontroller gestisce la velocità delle ventole, e può funzionare in modalità automatica tramite un controllo della temperatura, oppure manualmente. Allo scopo, Ivan ha posizionato sopra al case un pulsante per richiamare velocemente il software di controllo, che si è scritto da solo in C. Lo stesso programma si può usare per modificare il colore dei LED e altri parametri.

Ma è il secondo microcontroller a rendere ancora più particolare questo case: si tratta infatti di un chip a radiofrequenza che può comunicare con l'esterno, inviando comandi (tramite il software citato prima) a riceventi esterni. Ivan ha dovuto inventarsi delle soluzioni per ridurre i possibili disturbi pur mantenendo i costi al minimo.

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Il risultato è un sistema che si potrebbe tranquillamente trasformare in una centralina per la domotica a basso prezzo: il Mark 8 potrebbe controllare le tapparelle elettriche, accendere il riscaldamento o le luci, gestire il sistema di allarme. E sì, potrebbe anche fare il caffè se alla macchina per l'espresso si collega un ricevitore RF e un sistema di controllo adatto. In effetti il grosso del costo sarebbe l'automazione della casa, ma il sistema centrale si potrebbe realizzare con poche decine di euro.

Ivan ama la musica, e per questo ha aggiunto a Mark 8 un amplificatore a parte (2×22 watt). L'alimentatore che ha usato non si è rivelato adatto, così per dare corrente all'amplificatore – estratto da un vecchio hi-fi Philips – c'è un sistema separato. C'è anche cavo con jack che fuoriesce dal sistema, che è poco estetico ma serve per collegare lo smartphone come fonte audio.

La gestione dei cavi e del raffreddamento è notevole, e il case Mark 8 di Ivan Lacorte può anche risultare gradevole alla vista secondo i gusti. L'altro elemento interessante è poi l'hardware interno: non si tratta di componenti all'ultimo grido: motherboard Foxconn basata su chipset Intel 945G, CPU Intel E6600, 4 GB di RAM DDR 2 a 667 MHz, scheda video GeForce 9600. La cosa interessante è che sono tutti componenti di riciclo che Ivan ha riparato personalmente. L'unica cosa che ha acquistato in effetti è l'hard disk da un terabyte.

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Mark 1, "il portatile"

Il costo totale di questo computer si aggira intorno ai cento euro, di cui circa la metà sono rappresentati dall'hard disk. Un vero record, considerando che il ragazzo lo ha "ceduto" al padre che lo usa per applicazioni di progettazione 3D professionale. Il modello precedente è invece nelle mani della fidanzata, che usa programmi per la grafica, il fotoritocco e il design.

Il Mark 8 è, come suggerisce il nome, l'ottavo computer che Ivan si realizza in proprio, ma di certo non sarà l'ultimo. La domanda è: dove portare questo progetto? Se ne può fare qualcosa più di un hobby? Quali sono i punti di forza su cui concentrarsi, e quali le debolezze da correggere?

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Mark 6

Anche per questo Ivan è venuto a trovarci. Personalmente ho suggerito che si potrebbe continuare sulla via della domotica, che è sicuramente un settore promettente nel quale c'è posto per soluzioni a basso costo. Si potrebbe anche pensare di integrarci un server domestico, facendo spazio per un buon numero di hard disk, così per qualche centinaio di euro avremmo NAS e centro di controllo domotico. Ma a questo punto ogni suggerimento può essere quello giusto: qual è il vostro?