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Pirateria 2013 in Italia, frutto di cultura e ignoranza

Pagina 1: Pirateria 2013 in Italia, frutto di cultura e ignoranza

Introduzione

Qual è la percentuale di software contraffatto in circolazione? A quanto ammontano i danni? La pirateria passa tutta da Internet? Rispondiamo a queste domande e con l'aiuto di Matteo Mille, Direttore della Divisione per la tutela del Software Genuino e Presidente BSA per l'Italia, scopriamo anche come ha influito la crisi economica sulla pirateria e perché è così diffusa.

Matteo Mille

Pirateria, non è solo una questione legale

Secondo le ultime stime nel mondo un PC su tre è dotato di software contraffatto, in Italia è sulla metà dei PC. L'ultima indagine di IDC "The Dangerous World of Counterfeit and Pirated Software" commissionata da Microsoft rileva però un dettaglio ulteriore, cioè i rischi generati da questi software illegali. Si pensa sempre che non ci sia differenza tra un'applicazione originale e una scaricata dai circuiti P2P o comprata nelle bancarelle, ma gli studi dicono il contrario.

Nei test di laboratorio si è infatti scoperto che siti, reti P2P e supporti ottici contraffatti nel 78% dei casi contengono "tracking cookie" e spyware; mentre nel 36% nascondono trojan e altri malware. Anche l'attivazione online spesso nasconde strade preferenziali piuttosto pericolose: i manager delle aziende hanno rilevato nel 15% dei casi persino problemi con le licenze. Un utente smaliziato saprà riconoscere i file infetti e probabilmente prima di installarli farà dovute verifiche con un antivirus, ma questo tipo di utente è solo una nicchia rispetto la totalità di chi ha accesso a un PC e Internet.

Ovviamente si può fare fronte a tutto, ma come reagire magari di fronte alla perdita di dati, furto di identità, keylogging e altri effetti collaterali della contaminazione malware? In linea di massima un software originale punta a risolvere i problemi invece che crearne, poiché eventuali crash di sistema o contaminazioni si manifestano in misura ridotta; ma con un prodotto pirata le cose non stanno sempre così.

Da rilevare poi che le stesse indagini confermano che il 45% degli utenti che ha installato un software pirata negli ultimi due anni è stato costretto a rimuoverlo per colpa di rallentamenti avvenuti sul PC. Il 34% degli utenti per risolvere problemi d'uso è stato costretto a più installazioni. Il 30% è stato sommerso da pop-up. Il 26% infine ha riscontrato virus. La più grande paura comunque per la maggioranza degli utenti è di perdere dati (48%). Dopodiché c'è l'incubo del furto d'identità (29%).

La risoluzione di questi problemi richiede tempi diversi a seconda del paese. In quelli più a rischio per ripristinare una posizione di difesa nei confronti del furto di identità possono volerci anche molte ore. Complessivamente si stimano 1,5 miliardi di ore e 22 miliardi di dollari per le attività di identificazione, riparazione e ripristino, 114 miliardi di dollari complessivi per la gestione dell'impatto di un attacco informatico dovuto a malware.